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Mantova, dai battesimi all’altare: così cambia Sant'Andrea

Dopo il via libera del ministero, pronti a partire gli interventi nella basilica. A disposizione un fondo di 100mila euro anche per il restauro del presbiterio

di Monica Viviani
3 minuti di lettura

MANTOVA. Più che una vasca, una lastra sottile appoggiata al pavimento. Dall’anima in legno ricoperta di marmo rosa, non supererà i 31 centimetri di altezza e sarà non solo removibile ma anche smontabile: appare così, nell’ultimo progetto, il nuovo fonte battesimale di Sant’Andrea che tanto ha fatto discutere e che ora ha avuto il via libera definitivo della soprintendenza delle Belle Arti su parere favorevole del Comitato tecnico scientifico del ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Via libera che riguarda l’intero progetto di adeguamento liturgico della concattedrale quindi anche altare, ambone e sede vescovile che saranno realizzati ex novo nonchè il restauro del presbiterio. Interventi che non supereranno i 100mila euro (a tanto ammonta il fondo destinato esclusivamente al recupero della Basilica) e che partiranno nelle prossime settimane dopo che saranno messi a punto i necessari dettagli esecutivi.

[[(gele.Finegil.Image2014v1) Il progetto del fonte battesimale in Sant'Andrea]]

LE LINEE GUIDA. L’adeguamento liturgico «non è pensato come tentativo di imporre una configurazione che cambi l’impronta fondamentale della Basilica ma piuttosto come un servizio alla memoria». Partiti da questo presupposto su richiesta dello stesso vescovo Roberto Busti, i progettisti hanno agito attraverso tre criteri che l’architetto Paolo Zermani riassume in: «rispetto per il passato e la memoria», non invasività e reversibilità assoluta degli interventi. Criteri suggeriti e condidivisi da sovrintendenza e ministero insieme alla necessità di interventi, in armonia con la spazialità della basilica, sui 4 fuochi liturgici vale a dire fonte battesimale, altare, ambone e sede vescovile.

IL DIKTAT: REVERSIBILITA’. In stretta relazione con la storia della basilica i 4 nuovi elementi saranno tutti in marmo rosa di Verona e saranno trattati con finiture già presenti nella storia della città di Mantova. Inoltre avranno carattere di reversibilità garantendo anche la perfetta conservazione del pavimento attuale: non toccheranno minimamente la superficie pavimentale ma saranno isolati da un tessuto non tessuto «per rendere chiaro come il nostro rispetto memoria storica sia fondamentale». In particolare «per il fonte battesimale abbiamo ascoltato chi aveva opinioni diverse dalle nostre accentuando questo carattere di reversibilità e sarà realizzato attraverso componenti assemblati che ne garantiranno la possibilità di smontaggio nelle occasioni per le quali fosse richiesta la fruizione dello spazio originario».

FONTE BATTESIMALE. Sarà collocato sull’asse traversale dell’aula, nel transetto nord-ovest, in prossimità dell’ingresso di sinistra. Di forma rettangolare, dimensione 477 x 275 centimetri, in marmo di Verona, apparirà come una sorta di grande lastra scavata alta 26 centimetri e sollevata di altri cinque. Una rampa occuperà la prima metà della vasca mentre la seconda sarà riempita all’occorrenza da un velo d’acqua di circa 10 centimetri per l’immersione simbolica. Dopo l’ingresso in chiesa, il rito si compirà quindi attraverso la salita, la successiva discesa nell’acqua e la riemersione: un percorso quale rito ideale di “passaggio” e accesso alla comunità cristiana, diretto verso l’altare e il centro della chiesa. Come detto non solo sarà rimovibile ma anche smontabile: ogni pezzo avrà un nucleo di legno rivestito da lastre di marmo ad incastro. Si tratta di un intervento che non potrà costare più di 20mila euro.

[[(gele.Finegil.Image2014v1) La presentazione del progetto in Seminario]]

ALTARE. «Non è accettabile che da decenni in San’Andrea si celebri su un altare di compensato» a ricordare quella che è una necessità ormai non più rinviabile insieme al vescovo anche monsignor Giacobbi. Per un maggiore coinvolgimento dei fedeli nel rito risulterà avanzato. In forma di parallelepipedo, in marmo di Verona, avrà dimensione 180 x 180 e sarà appoggiato su basi di 22 centimetri che lo sopraeleveranno rendendone possibile la percezione dall’aula nonostante la presenza della balaustra ottagonale.

AMBONE. Luogo della Parola, è collocato a sinistra dell’altare e della sede vescovile e si protende in modo ancora maggiore verso i fedeli. Così disponendosi determina una propria presenza evocativa anche quando il rito non è in corso. Si compone di un basamento gradonato in marmo di Verona come a suggerire un breve percorso, una rampa in salita, chiusa nella parte terminale dove termina con un leggio in marmo a indicare che quello è il luogo della parola. Alto circa un metro e trenta e lungo quasi il doppio, sarà chiuso sui fianchi da tre lastre di marmo.

SEDE VESCOVILE. Dietro l’altare la nuova sede vescovile in marmo rosa chiaro sarà soprelevata quindi visibile dall’assemblea nonostante la balaustra dell’ottagono. Sarà costituita da un basamento, una seduta e uno schienale in marmo di Verona e rivolta verso l’aula. Sarà posta in stretta relazione con i diaconi, il celebrante non vescovo, gli altri ministranti e il coro che occuperà la parte posteriore del presbiterio.

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