Quando passa Nuvolari le strade diventano un set

Emozione a Castel d’Ario durante le riprese nei luoghi dove visse il pilota. Il vicesindaco: un’occasione in più per farlo conoscere. Ieri la troupe a Cavriana

CASTEL D'ARIO. Il mitico Tazio Nuvolari è tornato a rivivere nel suo paese natale, Castel d’Ario, grazie alle riprese del film sulla sua vita, dalla nascita fino a quando si trasferì con la famiglia a Mantova. Da due settimane una troupe cinematografica con il regista Tonino Zangrandi sta girando diverse scene del film che sarà sugli schermi nella primavera del 2017 con il titolo “Quando corre Nuvolari”.

Due sono stati i luoghi simbolo dov’è vissuto il mantovano volante: la casa natale in paese e quella di campagna della Ronchesana, dove la sua famiglia si trasferì pochi mesi dopo la sua nascita. Ha destato non poca curiosità tra la gente vedere le comparse con abiti degli anni ’20 e ’30 aggirarsi nel giardino della casa natale che sorge a fianco della ex strada statale 10 Padana inferiore.

Soddisfazione è stata subito espressa dagli amministratori comunali per aver scelto come set proprio Castel d'Ario.

«Ci siamo subito messi a disposizione della produzione per agevolare il loro lavoro» dichiara il vice sindaco Nicola Zoccatelli. «Certamente per il nostro paese è un’occasione più unica che rara per farlo conoscere nel mondo. Siamo consapevoli che Tazio non ha bisogno di pubblicità ma far vedere anche il paese dove è nato è per noi motivo di orgoglio».

Ieri la scena si è ripetuta sulle colline moreniche dov’è stata chiusa al traffico la strada provinciale da Volta Mantovana a Pozzolengo in località Campagnolo, nel territorio di Cavriana, per fare altre riprese.

Il film prende lo spunto da un episodio realmente accaduto alla Mille Miglia del 1948 quando a Gualdo Tadino, in Umbria, Tazio dovette sbarazzarsi del cofano della sua Ferrari che non si chiudeva. Si racconta che un ragazzino lo ritrovò e lo nascose in un fienile e che, trascorsi quasi 70 anni e ormai nonno, arrivò a Mantova con il nipotino per riportarlo nel museo dedicato a Tazio Nuvolari allestito nell’ex chiesa del Carmelino.

Ma il mito del pilota di Castel d’Ario non può restare chiuso in quattro mura, corre veloce sulle strade della storia. Porsche lo definì il più grande pilota del passato, del presente e del futuro. La sua carriera è stata costellata di leggende, come il famoso sorpasso a fari spenti durante la Mille Miglia che in realtà non ci fu, perché quella tappa si correva all’alba e non in piena notte. Ma la forza di Nuvolari è anche questa, andare oltre la realtà. Non è un caso che molti scrittori hanno dedicato studi e libri alla sua carriera e ai suoi successi, prima in moto con la Bianchi, poi con le auto. Ha vinto con Alfa Romeo, Bugatti, Maserati, Auto Union. L’ultimo acuto in Sicilia con la Cisitalia. Tazio non annunciò mai il suo ritiro, perché la vita dei grandi campioni non finisce mai. Al massimo una pausa. (l.f.)

 

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