Nuovi dati da Pro-Gest: «Emissioni nei limiti»

Le conclusioni degli studi: nessun impatto sulla viabilità; polveri al di sotto dei limiti di legge; nessun pericolo di inquinamento di suolo e acqua

MANTOVA. Nessun impatto sulla viabilità; polveri al di sotto dei limiti di legge; nessun pericolo di inquinamento di suolo e acqua. Sono le conclusioni di altri tre studi che la società Cartiere Villa Lagarina ha presentato in Provincia come documentazione integrativa a quella iniziale sottoposta all’esame della conferenza di servizi che dovrà decidere sulla riapertura o meno della ex Burgo. Il sito internet della Provincia ha pubblicato il resto delle carte presentate dalla società del gruppo Pro-Gest che sarà, poi, all’esame della conferenza di servizi convocata per il prossimo 7 giugno.

Uno dei nodi che la nuova conferenza dovrà sciogliere è se per il nuovo stabilimento sia necessaria una Valutazione di impatto ambientale, così come chiesto da Comuni e Parco del Mincio, o meno, come sostenuto dalla Provincia. Se su questo punto le posizioni degli enti rimarranno distanti, la Provincia sta valutando se chiedere un supplemento di istruttoria alla Regione, in sostanza un parere dirimente all’ente competente in materia di Via.

Entro il 7 (ma potranno essere presentate anche il giorno stesso in apertura di conferenza) inoltre dovranno pervenire all’assessorato all’Ambiente eventuali osservazioni di cittadini o associazioni sulla nuova documentazione presentata da Pro-Gest. Documentazione che sul fronte della viabilità, analizza i flussi sul rondò all’intersezione tra viale Poggio Reale, viale Favorita e Circonvallazione est e quello tra viale Favorita, via Verona e strada Cisa: le conclusioni delle simulazioni dicono che con lo stabilimento riaperto il transito di mezzi pesanti in uscita sarà inferiore del 9% al giorno rispetto alla situazione che creerebbe l’attuale autorizzazione ambientale risalente al 2014. Il che significa che ogni giorno ci sarebbero 20 Tir in meno in uscita dalla cartiera, e cioè 78 contro i 98 previsti con la vecchia Aia.

I tecnici di Villa Lagarina hanno anche valutato la ricaduta al suolo, delle emissioni in atmosfera rilasciate dal nuovo stabilimento: la conclusione è che «in termini di impatto ambientale sull’atmosfera e, quindi, sull’ambiente e sulla salute umana, i valori massimi di concentrazione risultano inferiori sia rispetto agli standard di qualità dell’aria stabiliti dal decreto legislativo 155 del 2010, sia ai valori di riferimento internazionali». Un altro studio riguarda la possibilità di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee da parte di due sostanze utilizzate: il Pragmafosfit (miscela a base di acido fosforico) e il gasolio. L’azienda assicura che «saranno approvvigionati, stoccati e utilizzati secondo modalità che non permettono neppure in caso di incidente, la contaminazione del suolo e delle acque sotterranee».

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