Terreno bloccato per anni. Il Comune paga un milione

Il Comune di Mantova

Vincolo mai sfruttato su un’area degli Angeli, i proprietari pronti alla causa. La giunta per chiudere la vicenda accetta di versare: «Poteva andare peggio»

MANTOVA. Un milione 100mila euro. Tanto dovrà pagare il Comune di Mantova come indennizzo alla società agricola Lago Superiore per una vecchia vicenda di terreni vincolati per l’esproprio ma mai espropriati. È il frutto di un accordo raggiunto tra l’ente locale e i titolari della società, Maria Adele Angrigliani Fario e i figli Giannantonio e Giovanni Gasparini che chiude un contenzioso che si trascina da anni.

La vicenda risale ai primi anni 2000 quando viene presentato il piano di lottizzazione ex Gesuita vecchio (mai decollato) che riguardava aree in riva al lago ad Angeli, davanti al cimitero principale di Mantova. «Non so per quale motivo - dice l’assessore all’urbanistica Andrea Murari - ma il Comune pose su quei terreni un vincolo preordinato all’esproprio, che, però, non concretizzò mai nonostante l’abbia reiterato più volte». In quel modo, lo sviluppo di quelle aree rimase bloccato (e il loro valore scese). La società agricola Lago Superiore, ad un certo punto, si rivolse alla Corte d’appello di Brescia (giudice di prima istanza nelle cause di espropri per pubblica utilità) per far valere i suoi diritti.

A quel punto i giudici ordinarono una perizia tecnica d’ufficio che notificava il valore dei terreni in 4.455.578 euro. Il rischio, dunque, era quello di pagare un indennizzo elevatissimo. Vista la piega che stavano prendendo gli eventi, il Comune, per evitare guai maggiori, ha deciso di addivenire ad un accordo di transazione. Nel quale è stato inserito anche un altro contenzioso, questa volta di carattere tributario, relativo all’Ici non versata, o parzialmente versata, per quei terreni negli anni 2006, 2007, 2008, 2009 e 2011. Anche in questo caso il Comune era risultato soccombente in primo grado e pronto a ricorrere alla commissione tributaria regionale.

La società agricola Lago Superiore riconosce che deve versare al Comune 146.976 euro di Ici arretrata; in questo modo l’ente di via Roma rinuncia a ricorrere alla commissione tributaria regionale. Il Comune, dal canto suo, riconosce di dover pagare ai privati un indennizzo per aver tenuto vincolate e, quindi, bloccate le aree per così tanto tempo, fissandolo in un milione 246mila 976 euro. Togliendo quanto gli spetta di Ici arretrata il Comune dovrà, così, versare alla società un milione 100mila euro in tre rate, una all’anno. La Lago Superiore, dal canto suo, rinuncia alla causa alla Corte d’appello.

Tutti, inoltre, si sobbarcheranno le spese legali. «È un accordo più che vantaggioso per il Comune - dice Murari - perché quando siamo arrivati ci siamo trovati la proposta del legale che difendeva il Comune di riconoscere al privato più di 2 milioni. Adesso, però - aggiunge - Murari - resta aperto con la Lago Superiore il contenzioso sulla porzione di area che il Comune prese per realizzare il rondò davanti al cimitero e che non ha mai pagato. L’indennizzo dovrà essere pagato».

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