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Castellucchio, arrampicata come terapia per disabili

Sei ragazzi dopo gli allenamenti in palestra affronteranno una parete rocciosa ad Arco di Trento

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CASTELLUCCHIO. Liberarsi dalle zavorre emotive e arrampicarsi su una parete verticale alta dieci metri. Potrebbe sembrare un’ impresa troppo ardua per chi è costretto a fare i conti con una disabilità cognitiva. Eppure sei giovani ospiti del centro socio-educativo della cooperativa “La Stazione” di Castellucchio ce l’hanno fatta ed ora sono pronti a scalare una montagna. I protagonisti di questa avventura sono Massimo Grazzi, Moreno Sai, Rosa La Marca, Roger Borsari e i gemelli Elisabetta e Roberto Russo. Accompagnati dall’educatore Paolo Di Mauro, hanno intrapreso una percorso innovativo, trasformando l’arrampicata verticale in uno strumento terapeutico. Un progetto che nel Mantovano non ha precedenti.

«La montagna-terapia è un terreno poco esplorato – spiega Di Mauro – ma, essendo appassionato d’alpinismo, mi sono documentato e ho scoperto che questa strada era già stata intrapresa con successo in alcuni centri italiani». Incoraggiato dall’esito delle ricerche, l’educatore ha contattato la guida alpina Lorenzo D’Addario e la psicomotricista Giulia Zampolli. Insieme hanno guidato i sei giovani disabili alla scoperta dell’emozionante universo dell’arrampicata, facendoli allenare nella palestra “My wall” di Levata.

«Quando hanno visto per la prima volta il muro da scalare, alto dieci metri, si sono spaventati – racconta Di Mauro - ma questa iniziale diffidenza si è innestata nel percorso terapeutico, perché ha offerto ai ragazzi la possibilità di esternare le proprie paure ed affrontarle». Sconfitti timori ed insicurezze, la preoccupazione ha ceduto il passo all'entusiasmo. «A poco a poco sono arrivati sempre più in alto, fino a superare le nostre aspettative – spiega Di Mauro – L’arrampicata è uno strumento molto valido, che gratifica, accresce l’autostima e consente ai disabili di esplorare il proprio mondo interiore, scoprendone le risorse ed accettandone i limiti».

Dopo aver raggiunto più volte la vetta del muro della palestra, ora Massimo, Moreno, Rosa, Roberto, Elisabetta e Roger si sentono pronti a misurarsi con le difficoltà della montagna. Martedì 31 maggio vanno a fare un’escursione ad Arco di Trento, dove si arrampicano per la prima volta sulla roccia. Accanto a loro: Paolo, Lorenzo e Giulia, che li accompagneranno nella sfida stimolante di scalare una falesia, parete rocciosa molto ripida.

Rita Lafelli

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