Le vacanze sono troppo lontane e gli esami troppo vicini: una passeggiata può salvare lo studente

Il lungadige di Trento

Tanti ragazzi mantovani ogni settimana "emigrano" per poter studiare all'università. Due di loro, in due città diverse, ci raccontano la vita da fuorisede in questa rubrica-blog. Elisa studia Lettere a Trento

TRENTO. Si arriva a un punto in cui il nostro corpo ci dice che stiamo tirando troppo la corda. Maggio, quando gli esami sono troppo vicini e le vacanze troppo lontane.

Oggi mi sono imposta di prendermi una pausa da me stessa, voglio spendere in una maniera preziosa quel tempo inutile di cui ho un grande accumulo, nel cassetto sotto i libri dell’università. Una pausa me la merito.

Tra un po’ arriva l’estate. Le giornate sono lunghe ed è in questo periodo che mi assale sempre la voglia di fare cose – anche banali eh – che non ho mai tempo di fare.

Scavo sottoterra, imprigiono i sensi di colpa nel buco e lo copro con un sasso. Ascolto il mio corpo. Basta latino oggi e basta pensieri negativi sui ma, forse, chissà, però, se. Volto le spalle, cammino e vado in direzione opposta rispetto al mio senso di marcia quotidiano.

Cammino per il lungadige, è primavera. Gli argini sono colmi di coniglietti neri e marroni, saltano felici qui e là, loro che vivono secondo natura. Si sente il cinguettio degli uccelli, nascosti sui rami più alti.

 

C'è una vita da vivere, ci sono biciclette da inforcare, marciapiedi da passeggiare e tramonti da godere.

                                                                                      [Cesare Pavese]

L’aria, la strada e la natura si fondono. Nella testa suona una musica felice che viene da dentro. Le montagne attorno a Trento sono verdissime, un verde troppo bello per un cielo che oggi non è dei migliori. Un po’ come il mio umore.

Mi fa innervosire non avere certezze.

E le poche che raccolgo sono per lo più negative.

Lasciare l’esame più pesante alla fine della triennale non è stata una cosa saggia. Poi c’è la tesi, che prima di donare i suoi dolci frutti, regala tante “belle cose”.  Incubi notturni sulle note a piè di pagina, paragrafi che non rientrano nel modo esatto, spazio mail esaurito con i solleciti della biblioteca di libri, perdita di orientamento generale, fotocopie sparse per tutta la casa.

Alcune volte penso di mollare tutto per aprire una copisteria davanti all’università – quelle sì che fanno soldi!

Ma oggi continuo a camminare, voglio essere positiva e godermi un po’, senza pensieri di tesi o esami, questa fresca aria trentina.

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Elisa Boccanera, ventitreenne divisa tra Mantova, città natale, e Trento, città nella quale frequenta l'università. E' iscritta al corso di “Studi storici e filologico-letterari” con carriera di Lettere moderne. Ama l’arte in ogni suo genere: letteratura, cucina, pittura e natura.

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