Palazzi: «Noi in prima linea contro la ’ndrangheta»

Mantova. Sindaco e  giunta replicano all’accusa di reticenza della Brioni: «Grave, falsa e del tutto ingiustificata»

MANTOVA. «Grave, falso e del tutto ingiustificato». Mattia Palazzi e la sua giunta replicano all’ex sindaco Fiorenza Brioni che, parlando del risvolto pubblico della sua vicenda privata (le minacce per lo stop alla lottizzazione Lagocastello), aveva accusato l’amministrazione di reticenza rispetto al tema della ’ndrangheta. Dicendosi sconcertata del «silenzio pubblico» e dall’immobilismo delle istituzioni: è stata lei a dover chiedere tutti i documenti sulla vicenda Lagocastello, ma si sarebbe aspettata che la necessità di questa ricognizione fosse avvertita a livello di vertice. Mentre anche l’osservatorio sulla legalità è naufragato nel mare dei buoni propositi.

«Proviamo amarezza nel dover rispondere, perché conosciamo il significato del termine “reticente” che la Brioni ha utilizzato con tanta disinvoltura – replica la giunta Palazzi – Significa tacere volontariamente notizie o circostanze che si potrebbero o dovrebbero dire; dica, allora, la Brioni cosa ha taciuto la nostra amministrazione, in cosa è stata reticente e a cosa avrebbe, in quanto istituzione, dovuto assolvere a fronte delle dichiarazioni, gravissime nella loro portata, del collaboratore di giustizia Paolo Signifredi».

Riferisce la giunta che quanto chiesto dell’ex sindaco, «ossia il fascicolo con referto relativo le minacce che la stessa subì, le è stato tempestivamente consegnato (in 72 ore)». Non solo, il 26 gennaio «la giunta ha immediatamente espresso pubblica solidarietà alla Brioni per quanto emerso dalle dichiarazioni di Signifredi, chiedendo che venisse subito fatta chiarezza. Chiarezza che continueremo a chiedere in ogni sede perché la verità deve emergere limpida e netta». Racconta Palazzi di aver incontrato l’ex sindaco il 10 maggio e di essersi attivato per recuperare la denuncia da lei smarrita.

Insomma, la consapevolezza delle infiltrazioni c’è, accompagnata dalla volontà di tenere alta la guardia. In tal senso, rivendica la giunta la costituzione parte civile del Comune nel filone corruzione dell’inchiesta Pesci e lo stanziamento di 10mila euro per far sì che il processo si celebrasse qui (ma Brescia è risultata meglio attrezzata). C’è poi l’adesione ad “Avviso Pubblico” e, in programma per novembre, l’incontro nazionale dei Comuni contro le mafie. «Stiamo facendo formazione nelle scuole e spendiamo l’intera nostra giornata per cercare di governare al meglio la nostra città, improntando la nostra azione ai principi di linearità e trasparenza che connotano, e connoteranno, la nostra amministrazione». Dello stesso tenore la replica del presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti, presente all’incontro con la Brioni.

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