Arrestato per evasione dai domiciliari: «Difendevo la mia donna»

L'arresto lunedì 13 per quell'uscita di 300 metri. "Stavano aggredendo la mia compagna". Ma le versioni sono discordanti

MANTOVA. Ha raccontato al giudice di essere evaso dai domiciliari per correre in aiuto alla sua compagna, che stava per essere aggredita da un conoscente.

Le versioni a dire il vero sono contrastanti e comunque, poco influiscono sul fatto che l’evasione c’è stata, anche se solo di trecento metri. E per questo Denis Tranchida, 32 anni, di Lunetta, lunedì 13 sera è stato arrestato dalla polizia.

Era agli arresti domiciliari da un paio di mesi - alle spalle diversi trascorsi per rapina, furto oltre che tossicodipendenza - quindi non poteva lasciare l’appartamento di viale Lombardia. Sentito martedì 14 in aula dal giudice Silvestrini (pm Baruffaldi) per la convalida dell’arresto, il giovane ha raccontato di essersi allontanato da casa perché dal balcone ha visto la compagna che veniva strattonata da un conoscente. Questo invece ha detto che Tranchida stava litigando con la fidanzata e la stava pure picchiando, quindi di essere intervenuto per separarli. Sta di fatto che l’arresto è stato convalidato e il giovane - difeso dall’avvocato Ruggenini - tornerà in aula per l’abbreviato il 22 novembre.

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