Cano senza la guida, Pelagatti si è dimesso: «Serve linfa nuova»

A meno di un anno dalla scadenza: 20 mesi intensi e faticosi. A giorni la convocazione del cda per nominare il presidente

MANTOVA. La sua presidenza verrà ricordata soprattutto per il non semplice salvataggio della società dal rischio di scioglimento: era il dicembre 2014 quando 4.000 soci approvarono il nuovo statuto che consentiva di sanare le irregolarità evidenziate dagli ispettori ministeriali. In anticipo di quasi un anno rispetto alla scadenza naturale, il presidente della Canottieri Mincio Massimo Pelagatti si è dimesso dopo due anni non semplici e non privi di tensioni.

«Energia e linfa nuova è ciò che serve per chiudere in bellezza il mandato di questo Cda» così ha motivato la sua decisione in un breve commiato pubblicato sul sito del circolo. «Sono stati 20 mesi intensi e faticosissimi sia dal punto di vista fisico che emotivo - si legge ancora - Sono state prese molte decisioni importanti per la società ed il suo futuro. Altre dovranno essere assunte nei mesi a venire. Dimettendomi, ringrazio i carissimi amici del Cda che con grandissima professionalità, determinazione e spirito di sacrificio hanno affrontato problematiche per nulla semplici ed hanno così garantito un futuro alla Canottieri. Insieme a loro ringrazio anche i componenti del collegio sindacale, che hanno accompagnato il Cda in un difficile percorso, il personale ed, ultimi ma non meno importanti, tutte le socie ed i soci che hanno a cuore il bene della nostra società. Dopo questo duro lavoro sono convinto che si possa tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia il percorso non è finito. Penso alla realizzazione della piscina coperta, che rappresenterà una ulteriore svolta».

Una decisione insomma presa «dopo un’attenta riflessione - garantiscono dalla Canottieri - per la stanchezza di un percorso intenso. Non c’è nessun problema all’interno del gruppo. La decisione è stata annunciata e concordata nella tempistica insieme ai colleghi del Cda, che ad inizio anno lo avevano invitato a rimanere fino all’approvazione del bilancio». Dal 1° settembre 2014, quando è stato eletto come consigliere, Pelagatti ed il Cda della Mincio sono stati impegnati tra l’altro ad abbattere i costi di gestione riuscendo a riportare in attivo il bilancio dopo 7 anni di deficit. Le dimissioni del presidente comporteranno ora la convocazione d’urgenza di un Cda, che dovrà eleggere al suo interno il traghettatore per i prossimi 6 mesi, fino al 31 dicembre quando scadrà il mandato, poi in prorogatio fino alle successive elezioni. Dovrà inoltre essere cooptato anche un nuovo consigliere.

Un sassolino prima di andarsene Pelagatti però se lo toglie: «Una amara riflessione mi accompagna nella chiusura del mandato: una società con i numeri della Cano potrebbe essere inarrestabile, se solo fosse unita al suo interno. Purtroppo l’astio ci tiene prigionieri e ci rende deboli ».

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