Corruzione a Mantova, via le telefonate dalle prove

Nicola Sodano in Tribunale a Mantova

Sodano e l’incarico in Fum al commercialista Laratta, il giudice esclude le intercettazioni: autorizzate per un’altra inchiesta

MANTOVA. «Io glielo avevo detto a Sodano che se... mi, mi, mi dava un po' degli incarichi poi lo... studio non ... non pagava, no?». La conversazione avvenuta il 26 aprile del 2012 tra il commercialista Domenico Laratta e il geometra Luigi Andreani, collaboratore del sindaco Nicola Sodano nello studio professionale "Antichità e restauri di Redenti Antonio e c.", è come se non ci fosse mai stata. Che vuol dire? Che sarà esclusa dal fascicolo d’inchiesta e non potrà essere utilizzata nel procedimento giudiziario. Dunque non più una prova della presunta corruzione nella vicenda che vede coinvolti l’ex sindaco e il commercialista di Cappelletta, secondo l'accusa fatto nominare da Sodano nel collegio dei revisori dei conti della Fondazione universitaria in cambio di prestazioni professionali gratuite.

Quelle intercettazioni sono ora semplice carta straccia. Inutilizzabili perché disposte per reati diversi e in un procedimento diverso, quello dell’inchiesta Pesci sulle infiltrazioni nel Mantovano della cosca 'ndranghetista Grande Aracri. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Antonella Toniolo rispondendo con un sì all’istanza avanzata dagli avvocati Andrea Rossato, difensore di Laratta, e Luca Deantoni e Sergio Genovesi, che nella vicenda tutelano Sodano.

Una bordata pesante contro la corazzata dell’accusa, visto che le intercettazioni, per le quali il pubblico ministero Alberto Sergi giovedì 7 luglio ha chiesto una perizia per la loro trascrizione, apparivano un po’ come la colonna vertebrale dello scheletro accusatorio. La richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni avanzata dai difensori ha reso necessaria una sospensione temporanea dell’udienza per consentire al giudice una decisione. C’è voluta un’ora e mezza di camera di consiglio perché il magistrato accogliesse l’istanza: nessuna intercettazione sarà utilizzata come prova contro Sodano e Laratta.

Inutile dire che per l’accusa è stato uno schiaffo, anche se probabilmente previsto. Per questo il pubblico ministero ha chiesto un rinvio dell’udienza per avere il tempo di valutare come muoversi con il fascicolo d’inchiesta alleggerito delle intercettazioni. Un fascicolo a suo tempo spacchettato da quello ben più corposo dell’inchiesta Pesci e quindi trasferito dal tribunale di Brescia a quello di Mantova.

Stessa richiesta, quella di un rinvio per aver il tempo di riadattare la strategia al nuovo quadro probatorio, è stata avanzata dai difensori. Il giudice ha rinviato l’udienza al 22 settembre.

Nel corso delle tre ore di udienza di giovedì, a cui ha presenziato solo uno dei due indagati, Nicola Sodano, apparso piuttosto tranquillo, è stata infine formalizzata la costituzione di parte civile del Comune. Stessa cosa farà nel corso della prossima udienza la Fondazione università Mantova, anch’essa parte lesa del presunto caso di corruzione.

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