Via alle selezioni per la multifactory del post-Ies

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Terminata la chiamata pubblica per start-up e micro aziende. Fotografia, moda, teatro, artigianato: ecco le candidature

MANTOVA. C'è chi si occupa di antropologia culturale, chi di fotografia, chi punta al settore della moda piuttosto che all'arte contemporanea e non mancano anche i servizi ai consumatori, il teatro o l’artigianato cosiddetto “leggero”. Eccoli i candidati alla multifactory promossa per la reindustrializzazione post-raffineria: l’incubatore che sta per nascere all'interno del sito Ies in quella zona nota come “area villette”. Sono i “pionieri” che hanno risposto alla open call, che si è chiusa il 18 luglio, lanciata nei mesi scorsi da Osun Wes la società di consulenza specializzata nel campo dell'economia collaborativa.

«Le domande sono arrivate da persone di età compresa nella fascia 25/50, con un livello di istruzione alto o medio alto (laurea o diploma) - spiegano Lorenza Salati e Giulio Focardi di Osun Wes - I progetti presentati sono mediamente espressione di gruppi di tre o quattro persone, anche se non mancano singoli liberi professionisti o ditte individuali». Al momento nomi e volti restano anonimi anche perché adesso scatterà la selezione che avrà come criteri la sostenibilità ambientale, sociale ed economica nonchè un’apertura all'estero. Si tratta comunque di progetti in parte già affermati, alcuni dei quali destinatari di premi e riconoscimenti di vario genere nel proprio settore, in parte ancora in fase di start-up.

Lorenza Salati e Giulio Focardi di Osun Wes

«Per quel che riguarda i progetti affermati, sono tutti in forte crescita e stanno cercando maggiori spazi e opportunità - aggiungono Salati e Focardi - Le start up sono estremamente innovative nel mix di competenze e modelli di lavoro e cercano una "casa" nella quale strutturarsi. Tutti hanno un forte interesse all'impatto sociale ed etico del fare impresa e ricercano un dialogo col territorio».

Gli spazi richiesti per poter avviare la propria attività all’interno della multifactory Ies variano dai 20 e ai 60 metri quadrati e l’intenzione è di utilizzarli come uffici, laboratori artigianali e anche come aule per corsi e attività aperte al territorio. «E' stata molto apprezzata la possibilità di utilizzare liberamente gli spazi comuni come la cucina e la foresteria per accogliere i propri collaboratori impegnati in progetti specifici» proseguono da Osun Wes mentre si dicono «molto soddisfatti della qualità delle candidature e del riscontro ottenuto con questa prima azione».

E raccontano infine che «le motivazioni alla base della partecipazione alla Call aperta variano «dall'aspettativa di creare interconnessioni con le altre aziende presenti, alla volontà di essere parte di un progetto che pone alla base i concetti di condivisione, scambio, rinnovamento personale e ibridazione tra saperi». Basterà un gruppo iniziale di 10/12 aziende per far partire la multifactory che a regime potrà coinvolgerne anche 45. Una volta selezionato il primo nucleo verrà creata un'associazione di imprese che avrà la titolarità effettiva. E a quel punto l’arcipelago delle idee che diventano lavoro sarà realtà anche in riva ai laghi di Mantova.

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