Lavoro somministrato: lo hanno usato 282 aziende

Michele Orezzi e Italo Freddi di Nidil-Cgil (foto Di Gangi)

Cgil contesta il dato 2015: «Mancata la trasparenza, sono almeno ottanta in più». Nelle diciotto agenzie interinali della provincia stipulati quasi 11.700 contratti

MANTOVA. Il lavoro interinale in provincia di Mantova. È il tema dell’indagine promossa da Nidil-Cgil per analizzare il mondo del precariato e la sua evoluzione puntando il faro sui contratti di somministrazione (ex interinali). Il percorso di analisi ha avuto inizio alla fine di febbraio esaminando i dati che le aziende sono obbligate per legge a riferire alle rappresentanze sindacali. Entro il 31 gennaio ogni impresa che ha accolto almeno un lavoratore somministrato – ossia un operatore assunto dalle agenzie di somministrazione sul territorio e poi inviato in un’azienda utilizzatrice – deve inviare una comunicazione riassuntiva dell’anno solare precedente. In provincia di Mantova le agenzie private sono diciotto e nel 2015 i contratti sono stati 11.699.

«Nidil – spiega Italo Freddi della Cgil – è l’acronimo di “Nuove identità di lavoro” e si occupa di rappresentare e tutelare i lavoratori di somministrazione e in generale quelli legati a tutte le attività definite atipiche. Ci occupiamo dunque di voucher, di soggetti con partita Iva, di collaboratori a progetto od occasionali e di free-lance. Questo studio è il primo lavoro che viene realizzato nel Mantovano ma vogliamo proseguire negli anni per aggiornare continuamente l’indagine sul territorio».

Dai dati trasmessi entro il 31 gennaio scorso, sono 282 le imprese che nel 2015 hanno usufruito di lavoratori somministrati, ma il sindacato appare dubbioso. «Confrontandoci tra colleghi – dice Michele Orezzi della Cgil – sappiamo che non tutte le società che hanno contattato le agenzie hanno reso noto questo passaggio. Ad omettere i dati sembrerebbero le ditte più grandi. A occhio e croce alla lista ne mancherebbero minimo ottanta».

Delle quasi trecento aziende annotate il 90% ha sede legale nel nostro territorio. Prendendo in esame i sei distretti della provincia si nota che è il comune che dà il nome al distretto a ricorrere al più alto numero di lavoratori somministrati ad eccezione delle aree di Asola e Ostiglia dove la percentuale maggiore cade su Castel Goffredo e Poggio Rusco. Le mansioni più richieste dalle aziende sono quelle da operaio e impiegato, sommate le due categorie raggiungono il 90% di utilizzo.

«Anche se non è più obbligatorio – conclude Orezzi – il 25% delle realtà hanno continuato a fornire la motivazione di ricerca di personale e al primo posto c’è il picco stagionale». La media di lavoro all’anno è di 74 giorni, ma sono proprio le agenzie a storcere il naso su questo dato asserendo che i giorni in media sono più di cento.

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