Lega strigliata da Milano: ora è contro l’inceneritore Pro-Gest

I vertici nazionali dei lumbard danno la linea: «Dovete battervi per la Via assieme ai comitati». Frattura nel gruppo consiliare: Cappellari favorevole all’impianto, Zera contrario

MANTOVA. La Lega Nord di città entra nel fronte dell’opposizione al nuovo impianto di incenerimento della cartiera se questo non sarà sottoposto a Via. Anzi, sosterrà l’azione di comitati che si battono su questo fronte con iniziative concrete.

La direttiva giunge al quartier generale leghista di città dal responsabile nazionale enti locali, Giovanni Malanchini, che ha chiarito come la Lega sia contraria ai nuovi inceneritori non sottoposti a Via e al conferimento in questi impianti di rifiuti provenienti da altre regioni. Non solo da quelle del sud, dunque, ma nel caso mantovano in particolare, anche da quelle limitrofe come il Veneto.

La precisazione di Malanchini produrrà non pochi imbarazzi nel Carroccio cittadino, che sul nuovo impianto previsto da Pro-Gest non ha sposato lo spirito battagliero delle altre forze del centrodestra. Lo stesso gruppo consiliare è diviso: se Massimo Zera ha aderito a tutte le iniziative di contrasto al nuovo impianto senza Via, la capogruppo Alessandra Cappellari non ha mai partecipato alle azioni dei gruppi consiliari del centrodestra e di M5S e, anzi, ha criticato le raccolte di firme (online) contro il termovalorizzatore.

A questo punto i lumbard dovranno rivedere l’approccio alla questione. Intanto Zera, Longfils (Fi), Badalucco (Bulbarelli), Annaloro (M5S) e Tonelli (M5S) replicano alle critiche della Cappellari: «Il comitato civico No Inceneritore non ha mai raccolto firme online e non ha mai cavalcato l’onda di comunicati allarmistici». Zera punzecchia anche il sindaco Palazzi: «Alla fine è giunto a miti consigli ricorrendo al Tar. Io per primo avevo chiesto la Vis e lui aveva scrollato le spalle».

Su questo fronte si registra l’adesione ufficiale del Comune di San Giorgio al ricorso al Tar.

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