Sos per la cimice asiatica: le pere Igp in pericolo

L’allarme della Coldiretti: in alcune aziende danni al 30% della frutta. In Lombardia ci sono quasi 850 ettari e oltre 700 sono nel Mantovano

MANTOVA. Assalto della cimice asiatica ai frutteti del Mantovano. I tecnici dell’Ersaf, spiega Coldiretti, stanno monitorando la situazione, soprattutto fra gli alberi di pere igp, che sembrano i più colpiti. «Questo insetto si sta diffondendo ovunque – spiega Pierpaolo Morselli, 42 anni, che produce pere su circa 9 ettari a Ostiglia - Le trappole per il monitoraggio ne hanno evidenziato la presenza in quasi tutti i comuni. In alcune aziende il danno riguarda il 30% della frutta e il problema riguarda anche le abitazioni, perché gli insetti invadono le case». In Lombardia – spiega la Coldiretti – ci sono quasi 850 ettari a pere, di cui l’83%, oltre 700 ettari, nel Mantovano. Mentre il resto è distribuito fra Cremona (36 ettari), Pavia (31 ettari), Monza e Brianza (24), Brescia (20), Sondrio (11), Bergamo (8), Milano (5), Lecco e Lodi (con 2 ettari a testa) e Varese con un ettaro.

La cimice asiatica, nome scientifico Halyomorpha halys, è un insetto originario di Cina, Giappone e Taiwan. È stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti nel 1998 e dal 2010. In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012 e da allora si è rapidamente diffuso nelle altre regioni del nord Italia. In Lombardia è stato segnalato già dal 2015. La cimice asiatica è un insetto che ha una mascella modificata in grado di perforare meglio piante e frutti, rovinando i raccolti e favorendo anche l’insorgere di patologie della frutta.

Le pere danneggiate nel Mantovano presentano vistose deformazioni e in corrispondenza delle punture nella polpa si formano delle aree danneggiate che rendono impossibile l’utilizzo dei frutti per il consumo fresco. Negli ultimi giorni arrivano anche segnalazioni di danni da cimice asiatica in frutteti di pesche nel Bresciano che rappresenta 69 dei 377 ettari di pesche della Lombardia (190 ettari a Mantova, 73 a Pavia, 15 a Bergamo, 14 a Cremona, 5 a Varese, 4 a Milano, 2 a Lodi e 1 a testa a Sondrio e Monza).

La cimice asiatica non è l’unico “alieno” segnalato in Lombardia. Infatti, sono presenti anche la Popillia Japonica, il tarlo asiatico, la vespa del castagno, il pesce siluro, la testuggine dalle orecchie rosse, lo scoiattolo grigio nordamericano, il gambero rosso della Louisiana, la minilepre, la diabrotica e la nutria. «La progressiva diffusione di parassiti e specie straniere – spiega Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia - costringe a innalzare il livello di attenzione e prevenzione, con un impegno costante sia da parte delle strutture fitosanitarie, sia da parte degli stessi agricoltori per segnalare tempestivamente ogni presenza anomala».

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