Sette scuole senza preside: si prospettano le reggenze

Coinvolti cinque comprensivi e gli istituti superiori don Bosco-Vinci e Falcone. Graduatoria esaurita in Lombardia: possibile l’arrivo di dirigenti da altre regioni

MANTOVA. Dopo gli spostamenti e le conferme dei presidi di metà luglio, nello scacchiere delle scuole mantovane restano sette caselle vuote. Sono gli istituti che, almeno provvisoriamente, hanno il posto di dirigente vacante per l’anno scolastico che inizierà in settembre. Per questi istituti si prospetta l’avvento di reggenti, vale a dire i presidi titolari in altre scuole a cui il ministero affiderà l’incarico di guidare anche una di quelle rimaste senza dirigente. Non è l’unico scenario possibile. Non è escluso che una o più scuole mantovane con l’ufficio di presidenza vacante vengano scelte da dirigenti di altre regioni (in Lombardia la graduatoria si è esaurita) rimasti senza incarico.

Quali sono le scuole interessate? Ci sono due scuole superiori, vale a dire il don Bosco di Viadana (che comprende anche l’Ispia Vinci di città) e il Falcone di Asola.

Le altre scuole che hanno visto il dirigente andare in pensione o trasferirsi in un’altra sede sono dei Comprensivi (materne, elementari e medie). Sono gli istituti, di Borgo Virgilio, di Castel Goffredo, di Gonzaga (il cui dirigente è in partenza per un’altra regione), il Suzzara 1 e il Mantova 3, vale a dire quello che comprende la media Bertazzolo e le elementari Martiri, don Minzoni, don Leoni e de Amicis.

Quando si saprà il nome del preside? I tempi non sono brevissimi. La stessa Patrizia Graziani, provveditore in reggenza (confermata lo scorso maggio), spiega che prima dovranno essere completate le operazioni di mobilità interregionale. Cosa che richiederà, presumibilmente, una o due settimane.

Questo significa che attorno a Ferragosto sapremo se una o più scuole verranno affidate a un preside titolare proveniente da fuori regione.

In Lombardia ci sono un centinaio di posti da preside vacanti per l’anno scolastico 2016-2017 di cui un terzo circa messo a disposizione dei trasferimenti. Mantova, va precisato, non è meta ambita per gli ormai noti problemi di collegamento. Ma in questi anni abbiamo assistito a frequenti piccole migrazioni di presidi provenienti da altre regioni che hanno accettato la destinazione mantovana con la prospettiva di trasferirsi in una sede più vicina alla propria residenza.

Lo scenario che, almeno al momento, sembra più probabile è quello dell’affidamento a reggenti locali. Viste le dimensioni e la dispersione sul territorio delle varie sedi scolastiche (basta pensare ai comprensivi con sedi sparpagliate in più paesi), il preside reggente avrà un bel da fare per essere fisicamente presente nei plessi di due comprensivi. Questo è il motivo che ha spinto in passato l’associazione delle scuole mantovane (Aisam) a lanciare l’allarme reggenza (ma allora erano oltre la dozzina).

Ma com’è possibile che vi sia carenza di presidi in una regione come la Lombardia? La graduatoria formata dall’ultimo (e tribolato) concorso si è esaurita. Se ne sta preparando uno nuovo, ma i tempi si annunciano piuttosto lunghi: oltre un anno.

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