Quanto valgono i voucher lavoro? Per ogni ora sette euro e mezzo

Cosa sono? Sono i buoni usati per pagare il lavoro accessorio, svolto saltuariamente e fuori dal perimetro di un contratto. I sindacati in allarme, precariato in grande crescita

MANTOVA. I voucher sono i buoni usati per pagare il lavoro accessorio, quello svolto saltuariamente e fuori dal perimetro di un contratto. Ad allentarne i vincoli e allargarne le maglie è stata la riforma Fornero, nel 2012: di un voucher del valore nominale di 10 euro al lavoratore ne restano in tasca 7,5 (il compenso minimo di un’ora di prestazione), escluso il settore agricolo per il quale si considera il contratto di riferimento.

Il lavoro accessorio non dà diritto a ferie, disoccupazione, malattia, maternità, assegni familiari, ma è riconosciuto ai fini della pensione. Il voucher garantisce anche la copertura assicurativa dell’Inail. La riforma Fornero ha esteso l’uso dei buoni lavoro in tutti i settori di attività e per tutte le categorie di lavoratori (ad eccezione del settore agricolo dove la norma distingue le aziende in base al volume d’affari, fissando l’asticella a 7mila euro). Nel 2015 i compensi complessivamente percepiti dal lavoratore non potevano superare i 7mila euro netti. I voucher possono essere acquisitati negli uffici postali, in tabaccheria, negli sportelli bancari abilitati e per via telematica.

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