Il Movimento 5 stelle si tira fuori dalle provinciali

Il consigliere regionale Fiasconaro: «Sulla presidenza i partiti discutono soltanto di poltrone»

MANTOVA. Le prossime elezioni per il rinnovo della presidenza della Provincia avranno un assente di riguardo: il Movimento 5 stelle. I 15 consiglieri comunali pentastellati hanno deciso di restarsene fuori dalla contesa che porterà gli 834 amministratori locali - tra sindaci e consiglieri comunali - a riunirsi il 30 agosto per votare il successore ad Alessandro Pastacci alla guida di Palazzo di Bagno con relative liste di candidati al consiglio. Allo stato attuale non sembra che i Cinque stelle abbiano intenzione di esprimere comunque la preferenza per un candidato presidente, nè per l’unico nome uscito ufficialmente ad oggi (il dem Morselli) nè per quelli circolati a titolo di mera indiscrezione (il presidente uscente Pastacci o sindaci come Bertaiola di Volta, Sarasini di Commessaggio e, più recente, Lasagna di San Benedetto).

«M5S ha deciso di non presentare alcuna lista e nemmeno un candidato presidente - dice il consigliere regionale M5S, Andrea Fiasconaro – Non ci siamo d’altronde mai presentati alle elezioni provinciali, tanto meno negli ultimi anni quando a queste elezioni, con la legge Del Rio, possono partecipare solo consiglieri comunali e sindaci. Le Province, ben lontane dallo sparire, perdono anche l'elezione diretta da parte dei cittadini ai quali non è permesso scegliere più nulla».

Va detto che le regole sulla presentazione delle liste sono abbastanza restrittive, come precisa ad esempio Sinistra Italiana. Ma al di là della partecipazione di un candidato presidente di M5S, sarà interessante vedere se dai consiglieri arriveranno voti a qualcuno dei candidati. Eventualità che, alla luce delle precisazioni di Fiasconaro, sembra per ora improbabile. «Ma non è di questo che ci interessa parlare – spiega il consigliere – La cosa più rilevante è che si stia discutendo solo di poltrone, di nomi di possibili candidati alla presidenza , in perfetta coerenza con la logica di partito, senza minimamente far riferimento a programmi concreti. Lo stesso metodo da spartizione adottato, ad esempio, per la formazione del collegio dei revisori di Tea, avvenuta per nomine dirette e non per concorso pubblico. Ovviamente non vogliamo entrare in questa logica, tanto più per un ente che riteniamo si debba superare. Noi siamo per togliere le Province e dare maggior autonomia ai Comuni che dovrebbero coordinarsi in zone omogenee, gruppi di Comuni che gestiscano assieme alcune funzioni per ottimizzarle (ad esempio il trattamento dei rifiuti)».

Per i 5 Stelle le priorità di cui si dovrebbe discutere sono molto concrete: la manutenzione delle strade, un «approccio nuovo per la tutela dei cittadini sulle autorizzazioni di tipo ambientale (Via e Aia)», una maggior omogeneità «nell’articolazione delle istituzioni scolastiche sul territorio». E aggiunge: «Sarebbe opportuno fare pressing affinché la Regione destinasse ad altre strade i 109 milioni stanziati per l’autostrada Mantova-Cremona – dice Fiasconaro – visto che quella è un’opera che in tutti questi anni ha visto aumentare i costi arrivando ormai a circa un miliardo. È più conveniente utilizzare i fondi regionali per le strade che già ci sono».

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