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Con la Vis indagine su 75mila residenti. Osservatorio epidemiologico al lavoro

Sono 75mila i “pezzi” da comporre insieme per valutare l’impatto sanitario della cartiera Pro-Gest, con il nuovo turbogas e l’inceneritore dove saranno bruciati anche gli scarti di lavorazione degli altri stabilimenti del gruppo

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MANTOVA. Sono 75mila i “pezzi” da comporre insieme per valutare l’impatto sanitario della cartiera Pro-Gest, con il nuovo turbogas e l’inceneritore dove saranno bruciati anche gli scarti di lavorazione degli altri stabilimenti del gruppo. Lo scatto in avanti del sindaco Palazzi, che ha annunciato il ricorso del Comune al Tar contro l’Aia concessa dalla Provincia, non sposta il lavoro dell'Ats Val Padana (ex Asl). Ricorso e Valutazione d’impatto sanitario restano annodati, il conto alla rovescia dice cinquanta giorni.

In questa prima fase l’Osservatorio epidemiologico, al quale l’Ats ha affidato la valutazione, assumerà per buone le aree di ricaduta degli inquinanti individuate dall’azienda. Quella ristretta, dove Pro-Gest stima che pioveranno polveri sottili, diossine e metalli pesanti, e l’altra più estesa, dove arriveranno gli ossidi di azoto sbuffati dal camino della cartiera. La prima coincide con i quartieri di Cittadella, Ponte Rosso e Gambarara, per un totale di 5mila abitanti, l’area estesa abbraccia invece i Comuni di Mantova, Porto e San Giorgio con i loro 75mila residenti. La priorità dell’Osservatorio è misurare gli indicatori sanitari nelle due aree di ricaduta: mortalità, ricoveri, tumori, eventi avversi alla riproduzione. In foto Francesco Zago, direttore generale delle cartiere Pro-Gestdel gruppo Pro-Gest

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