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Allarme alloggi della Cisl: «Servono case popolari»

Il sindacato: nel 2018 ci vorranno 20mila appartamenti a canone sociale. Il segretario Perboni lancia la proposta: «I Comuni trovino accordi con i privati»

di Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. Il fabbisogno di edilizia residenziale, con canoni abbordabili per i sempre più leggeri bilanci di molte famiglie mantovane, sarà nel 2018 (tra due anni, dietro la porta insomma) di 2.604 abitazioni. Il problema è che il mercato immobiliare offre eccedenze nelle abitazioni di edilizia “libera” ma non è in grado di dare risposte a un crescente numero di richieste di canoni più moderati. Insomma, c’è bisogno di case popolari.

A dirlo sono il segretario aggiunto della Cisl Asse del Po (Mantova e Cremona), Dino Perboni e Angelo Ribelli, segretario della Filca Cisl. Sono stime, quelle fatte della Cisl, previsioni basate su uno studio del Dipartimento di Architettura e pianificazione del Politecnico di Milano Non dobbiamo aspettarci, insomma, numeri precisi all’unità, ma tendenze per un futuro decisamente vicino.

«A fronte di una crescita del costo dell'abitare – dicono Perboni e Ribelli – si assiste alla progressiva estensione delle fasce di disagio, che non si limitano soltanto a quelle più marginali della popolazione a causa della diffusione di fenomeni come la precarietà del lavoro, l'instabilità economica e sociale».

Ci sono ricerche a valanga sul fenomeno dell’impoverimento delle famiglie che sta colpendo settori sociali ritenuti sicuri fino a dieci-quindici anni fa.

«L'offerta residenziale è sempre più lontana dalle capacità di accesso delle famiglie – argomenta la Cisl – . Il problema non risiede nella generale scarsità del patrimonio abitativo, quanto nella sua non appropriata distribuzione territoriale e sociale. L'offerta di edilizia sociale è molto contenuta».

La cosa non stupisce se si pensa che la principale azienda nel settore dell’edilizia residenziale (quelle che abbiamo sempre chiamato case popolari), l’Aler, da anni non costruisce nuove case.

Secondo la Cisl nel 2018 avremo bisogno di 2.604 abitazioni a canone sociale in città e 19.788 in tutta la provincia. È di 1.626 il fabbisogno cittadino atteso di alloggi a canone convenzionato (9.729 in provincia). E ci sarà invece eccedenza nel settore “privato”: 7.466 in città, 46.616 nel Mantovano.

«Sarebbe auspicabile un accordo fra Comuni, costruttori e proprietari, e parti sociali – suggerisce la Cisl – per arrivare all’offerta in affitto a canone agevolato abitazioni che sono invendute e sfitte. I Comuni possono fare garanti per le famiglie che accedono all'affitto a canone calmierato e applicare una tassazione agevolata per un certo periodo alle case che saranno date in affitto a canone calmierato».

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