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Blitz nel negozio di animali: al vaglio igiene e registri

Scatta il controllo in via XX Settembre dopo due esposti. In azione veterinari, tecnici sanitari, polizia locale e Forestale

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MANTOVA. Le segnalazioni arrivate a polizia locale e veterinari dell’Ats (l’ex Asl) da parte di cittadini e residenti riferivano di presunto maltrattamenti di animali, di cattivi odori e guaìti notturni provenienti dal negozio. Inevitabile che – vere o no che fossero le accuse – la macchina dei controlli facesse il suo corso. Al blitz della mattinata di giovedì 11 agosto nel negozio di animali Natura Viva di via XX Settembre ha preso parte un piccolo esercito: c’erano due veterinari dell’Agenzia tutela della salute, due ispettori del servizio d’igiene della stessa Ats, un paio di agenti della guardia forestale e due della polizia locale. L’attività è stata passata letteralmente al setaccio. Tanto che per esaurire la fase operativa della verifica ci sono volute due ore. Ora tutti gli aspetti riscontrati durante il controllo dovranno passare al vaglio degli operatori. Ma sembra che alcune irregolarità di carattere igienico e amministrativo siano state rilevate, cosa che rende probabili sanzioni e un salato verbale da pagare.

Il blitz è scattato poco prima delle undici del mattino, mentre in negozio si trovava il proprietario, Marco Morganti, che ha prestato la propria piena collaborazione agli operatori. In negozio non c’erano molti animali. Qualche cane, e poi gatti, conigli e qualche volatile che, secondo i veterinari tutti in buono stato di salute, tutt’altro che sporchi o denutriti. Resta il fatto che polizia locale e guardia forestale devono stabilire la provenienza di ogni singolo animale. E qui, almeno dai primi riscontri, ci sarebbero i primi problemi: scarsa la documentazione reperita in negozio, tanto da far venire dubbi sulla provenienza di alcuni degli animali. I pochi cani trovati in negozio sarebbero comunque tutti dotati di microchip.

A richiedere un approfondimento anche il registro di carico e scarico, dove il titolare avrebbe appuntato solo la movimentazione di cinque o sei animali da gennaio in poi. Un giro d’affari che pare poco verosimile.

Altro aspetto su cui si sono concentrati i controlli è quello igienico sanitario. In particolare, nel retro e nel magazzino del negozio gli ispettori dell’Ats avrebbero rilevato una pulizia alquanto sommaria e fuori dalle norme che regolano i negozi del settore.

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