La città si divide, ma il ministero dà l’autorizzazione

Di adeguamento liturgico si iniziò a parlare a fine luglio dell’anno scorso anno

Di adeguamento liturgico di Sant’Andrea con la vasca battesimale, ambone, altare e cattedra si comincia a parlare a fine luglio dell’anno scorso quando la Gazzetta rivelò l’idea del vescovo Busti. Subito la città, e non solo, si divise tra i favorevoli all’intervento e i contrari. A metà aprile di quest’anno è arrivato l’ok definitivo della sovrintendenza. Il progetto è dell’architetto Paolo Zermani che si è attenuto all’indicazione di prevedere un intervento reversibile per conservare il pavimento attuale. L’altare sarà un parallelepiedo in marmo di Verona di 180 centrimetri per 180, appoggiato su basi di 22 centimetri. L’ambone avrà un basamento gradonato in marmo di Verona e una rampa in salita. Alto circa 1,30 metri e lungo quasi il doppio, sarà chiuso sui fianchi da tre lastre di marmo. La cattedra vescovile, in marmo rosa chiaro, sarà costituita da un basamento, una seduta e uno schienale in marmo di Verona. Il fonte battesimale (nel transetto nord-ovest), per ora in stand by, sarà rettangolare, di 477 per 275, in marmo di Verona, una grande lastra alta 26 centimetri e sollevata di altri 5. Tutto costerà meno di 100mila, di cui 20mila solo la vasca.

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