Via ai lavori in Sant'Andrea: Busti rinuncia alla vasca

Il vescovo: «Lascio la decisione al mio successore, ora vorrei una diocesi unita». Parte invece il cantiere per l’adeguamento liturgico di ambone, altare e cattedra

Mantova. Sono iniziati i lavori in Sant’Andrea per il cosiddetto adeguamento liturgico. Non tutto quanto progettato e autorizzato verrà, però, realizzato. Resta in stand by la vasca battesimale per adulti, che tante polemiche ha suscitato in città non appena ha fatto capolino nelle intenzioni della Diocesi. Si faranno invece, l’ambone, l’altare e la cattedra.

Ad annunciarlo il vescovo Busti ieri sul sito della Diocesi: «Giunto alla conclusione del mio mandato episcopale - scrive - ho deciso di non mettere in atto la nuova struttura battesimale lasciandola, dotata com’è di ogni autorizzazione necessaria, alle future decisioni pastorali». Sarà quindi il suo successore, monsignor Gianmarco Busca, a dire l’ultima parola; a valutare, cioè, se è il caso di proseguire o se vale la pena di accantonare l’opera che ha diviso la comunità mantovana.

Busti, dal canto suo, spiega il perché della sua decisione: l’impossibilità di provare il fonte battesimale, così come è stato fatto per gli altri nuovi arredi, e di verificarne l’inserimento in un contesto delicato dal punto di vista artistico. Va ricordato, infatti, che per due anni le celebrazioni liturgiche sono avvenute all’altare in legno delle stesse dimensioni di quello nuovo in marmo; stessa cosa, anche se solo per alcuni mesi, è avvenuta per l’ambone, il pulpito da cui vengono proclamate le letture, e per la cattedra. Entrambe le strutture sono state «sperimentate» nella loro versione lignea, dando risultati positivi sia sul fronte liturgico che su quello artistico. Per il fonte battesimale, invece, ciò non è stato possibile e, quindi, si è optato per soprassedere. Almeno per ora.

Oggi 22 agosto, dunque, è stato aperto il cantiere. La zona cosiddetta di montaggio è stata allestita in piazza Alberti, in corrispondenza del pronao nord. Da qui gli operai entreranno con le parti in marmo da assemblare. I lavori termineranno entro domenica 18 settembre, quando è fissata la messa di saluto di Busti. Il quale nel suo messaggio via web, dopo aver ricordato che nella concattedrale di Sant’Andrea «per oltre cinquant’anni si è celebrato su realtà provvisorie», fa cenno alle tante discussioni sollevate dalle opere previste nella chiesa: «Ciò che doveva essere discusso e detto, a me pare lo sia stato in una motivazione condivisa: l’amore per questa basilica unica al mondo, che i lunghi e scrupolosi restauri, iniziati nel 2007 e sempre fortemente voluti dalla Diocesi, hanno portato al massimo dello splendore e della godibilità mai raggiunti in precedenza».

Chiaro l’intento di respingere le accuse di chi è contrario alla vasca di voler snaturare la concattedrale. E infatti, ciò che verrà attuato «intende rendere degno e stabile il centro delle celebrazioni liturgiche, cuore e vita di ogni tempio cristiano».

Poi, il passaggio più delicato dedicato al fonte battesimale, per il quale ha misurato le parole. «Il trascorrere del tempo - afferma - ci ha impedito di ‘metterlo in prova’, come gli altri arredi, per comprendere e valutare la sua praticabilità liturgica, a partire dalla sua totale reversibilità - tiene a sottolineare - e nel pieno rispetto dell’antico pavimento». Per questo «ho deciso di non mettere in atto la nuova struttura battesimale». La conclusione di Busti è un «desiderio»: quello di «vedere l’intera comunità diocesana riunita per i prossimi, importanti appuntamenti che ci aspettano: dalla consacrazione del nuovo altare prevista nella celebrazione di commiato del 18 settembre, all’accoglienza del vescovo Marco il 2 ottobre: momenti di grazia e gioia cristiana» che non meritano divisioni.

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