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Alloggi di fortuna nel seminterrato: devono essere sgomberati

Gambarara, nel mirino del Comune l'imprenditore cinese che aveva in affitto l'immobile. Scovate dieci stanzette per operai: secondo polizia locale e Ats non hanno i requisiti di agibilità

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MANTOVA. Sgombero immediato. È quanto prevede un’ordinanza del dirigente dello sportello unico emessa per un immobile con annesso capannone a Gambarara, in via Guastalla 1. Destinatario è un imprenditore di nazionalità cinese che aveva in affitto l’immobile, di proprietà di un italiano.

Il provvedimento riguarda il piano interrato in cui la Polizia locale e il personale dell’Ats Val Padana, nel corso di un sopralluogo effettuato a fine aprile scorso, avevano trovato suddiviso in dieci stanzette, delimitate da pareti in cartongesso.

Probabilmente si trattava di alloggi di fortuna destinati agli operai impiegati nell’attiguo laboratorio di maglieria, ma al momento furono trovati deserti. Già allora gli ambienti furono giudicati malsani e privi dei requisiti di agibilità, ma ci si concentrò sull’attività di maglieria. Qui fu rilevato che il laboratorio non era in regola con la normativa comunale, per cui il titolare fu multato e venne ordinata la cessazione immediata dell’attività. Cosa che avvenne. Per quanto riguarda le stanzette ricavate nel seminterrato, la dichiarazione di inagibilità, con il concomitante ordine di sgombero immediato, è stata firmata venerdì scorso. Nell’ordinanza viene spiegato che l’inagibilità è dovuta alla mancanza dell’impianto di riscaldamento, all’altezza dei locali inferiore dell’80% rispetto a quella prevista dal regolamento d’igiene comunale, alla deficitaria illuminazione e aerazione e alla presenza di acque stagnati di probabile origine fognaria in uno dei locali. L’edificio potrà essere rioccupato soltanto dopo lavori di ristrutturazione e dopo aver ottenuto il certificato di agibilità. Nei prossimi giorni la Polizia locale controllerà che l’immobile sia stato sgomberato. La proprietà ha dichiarato di non essere stata a conoscenza dell’uso improprio del piano interrato e, quindi, di declinare qualsiasi responsabilità. Va ricordato che al momento del sopralluogo di aprile, nelle stanzette non furono trovate persone, ma coperte e suppellettili, segni evidenti di presenze umane, probabilmente legate al laboratorio di confezioni.

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