Alsafil verso la cessione: in campo anche Fulgar

Lo stabilimento Alsafil di Castiglione delle Stiviere

L’annuncio ai sindacati: concentrazioni in vista nel settore dei filati. Trattative con diversi gruppi per la vendita dell’azienda

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Che qualcosa si stesse muovendo nel mondo dei filati per il tessile era nell’aria da tempo. Le voci insistenti parlano di movimenti tesi a possibili concentrazioni e alleanze e si sono indirizzate su una delle imprese di punta del settore, la Alsafil di Castiglione, sulla quale si sarebbero aperte trattative di possibile acquisizione. Per questo recenti trattative sindacali sarebbero state congelate, in attesa di sviluppi preannunciati da parte della stessa direzione aziendale.

Alsafil, attiva dal 2000, ha un capitale sociale di oltre 3 milioni e 700mila euro detenuto da sette soci, cinque dei quali fanno riferimento alla famiglia Dallamano che possiede quasi l’86% delle quote. Il rimanente è in mano ad un socio cinese, la Yiwu Yuan textile Co Ltd (13,44%) e a David Laurent Foltzer, francese.

Alsafil nel 2007 aveva acquistato da Pompea la Torcitura di Atri, poi chiusa nel 2011 e quindi dal calzificio Queen l’impianto di Macomer, in Sardegna, anche questo liquidato, con una perdita complessiva di 80 posti di lavoro. Dopo la crisi del 2010, risolta con una ricapitalizzazione, l’azienda si è rafforzata con la robotizzazione e l’ingresso del socio cinese. Attualmente sono una settantina di dipendenti occupati nella produzione dei fili di Nylon, materia prima per la produzione della calzetteria.

Con la riduzione del numero dei player, ormai il mercato è guidato da pochi competitori che vanno dal gruppo Radici, alla Bonazzi (Aquafil), alla Fulgar di Castel Goffredo. Proprio quest’ultima avrebbe in corso trattative che alla sede castellana non vengono smentite. «Nulla di ufficiale – precisano – ci siamo anche noi come altri. L’interessamento per eventuali acquisizioni è normale in un mercato dinamico».

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