Il mondo professionale saluta Polacco

Tanta gente ai funerali dell’avvocato in santa Carità. Il parroco: «Affidiamo Roberto a Dio»

MANTOVA. È stata la chiesa di Santa Carità, in via Corridoni, a ospitare l'ultimo saluto all'avvocato Roberto Polacco. Una chiesa gremita, con tanta gente che durante la celebrazione è addirittura rimasta in piedi, a testimonianza dell'affetto e della stima che in tanti riservavano per l'avvocato Polacco, uno dei principi del foro mantovano. Tante le personalità cittadine presenti giovedì pomeriggio, sotto un sole cocente. In prima fila naturalmente l'assessore Iacopo Rebecchi, che da sedici anni è avvocato proprio nello studio di Polacco, visibilmente commosso per l'addio a quello che è stato il suo riferimento professionale per eccellenza e del quale è stato l'ultimo più stretto collaboratore. Tanti, tantissimi gli esponenti del mondo dell'avvocatura, a partire da Sergio Genovesi, che per il collega aveva sempre speso parole di stima.

Tra le altre figure presenti anche l'ex presidente della provincia Maurizio Fontanili, il presidente di Confindustria Mantova Alberto Marenghi e il segretario del Pd cittadino, nonché avvocato, Francesco Rossi. «Siamo in tanti – ha detto il parroco durante l'omelia – a rivolgere l'ultimo saluto a uno dei più validi professionisti della nostra città. La vostra presenza qui è simbolo dell'affetto e della stima che Roberto ha lasciato nel corso della sua carriera. Nel corso della sua vita è stato lui a perorare le cause dei suoi clienti, ora si assiste a un rovesciamento dei ruoli, siamo noi tutti a difenderlo presso i tribunali di Dio».

La morte dunque non rappresenta la fine di tutte le cose: «È tragica, pone fine a tutti i nostri progetti terreni, ma per la fede è soltanto un passaggio, non la fine. Nessuno vive per sé stesso, nessuno muore per sé stesso, tutti apparteniamo al Signore. Noi a lui affidiamo Roberto, fiduciosi e certi del suo amore misericordioso». Dopo la funzione, la salma dell'avvocato Polacco è stata portata al cimitero monumentale di Borgo Angeli, dove è stata tumulata.

L'avvocato Polacco aveva 82 anni, e fino all'ultimo momento è rimasto attivo sul fronte professionale. Figlio del penalista Arrigo Polacco, si era laureato nel 1957, scegliendo poi una strada diversa da quella paterna e specializzandosi in diritto assicurativo e bancario. Nella sua lunghissima carriera era stato consulente della maggior parte delle compagnie assicurative cittadine, ma anche sul fronte medico il suo impegno era costante. Ha rappresentato in più di un'occasione medici, oltre allo stesso ospedale Carlo Poma, approfondendo anche il tema della responsabilità civile in campo medico. Nella sua carriera anche diversi casi di diritto matrimoniale, specie dopo l'introduzione della legge sul divorzio, a metà anni '70.

 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi