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Caso oncologia, Cantore è indagato

Il primario del Poma ha ricevuto dalla Procura l’avviso di supplemento indagine. Altri 6 mesi per chiudere l’inchiesta

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MANTOVA. Nel fascicolo aperto in Procura sul caso Oncologia del Carlo Poma figurano i primi nomi degli indagati.Nei giorni scorsi dagli uffici giudiziari di via Poma sono partiti gli avvisi di supplemento indagine per altri sei mesi. Tra i destinatari c’è il primario della struttura complessa di Oncologia dell’ospedale di Mantova, Maurizio Cantore. Un atto dovuto quello inviato al responsabile del reparto del Poma, simile ad un avviso di garanzia, nel quale il pm titolare dell’inchiesta mette a conoscenza l’indagato che serviranno altri sei mesi per chiudere l’indagine.

Non è escluso che altre persone possano aver ricevuto o riceveranno nei prossimi giorni lo stesso tipo di notifica.

L’inchiesta della Procura di via Poma era iniziata dopo l’esposto inoltrato a fine 2015 dalle due oncologhe trasferite e successivamente reintegrate nel loro incarico dalla Asst in seguito ad un accordo firmato davanti al giudice del Lavoro. Le due dottoresse avevano segnalato alla Procura dubbi sull’appropriatezza delle prescrizioni di farmaci ed esami diagnostici nel reparto di Oncologia del Carlo Poma diretto dal primario Maurizio Cantore. In particolare le due specialiste avevano sottolineato il calo della somministrazione di alcuni farmaci tra i più costosi e la riduzione delle indagini diagnostiche.

Le divergenze con il primario erano nate l’anno prima, con una richiesta sempre da parte delle due oncologhe di valutare l’operato del reparto nel corso del 2014. Il Poma, come sottolineato in più occasioni anche dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, aveva svolto un audit sull’attività del primario giudicando corretti i protocolli applicati all’interno del reparto nella cura di pazienti oncologici. Lo studio interno terminò con la proposta di trasferire le due dottoresse per incompatibilità ambientale.

Ma nel frattempo era partito anche il loro esposto e la Procura aveva aperto l’indagine. A margine dell’inchiesta giudiziaria attualmente restano ancora aperti un secondo audit che la Regione ha disposto coinvolgendo Ats Val Padana e Istituto Tumori di Milano (lo studio sarà condotto da un pool di sei esperti) e l’ispezione ministeriale annunciata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Gli ispettori sono attesi a Mantova il 12 settembre. L’allontanamento delle due oncologhe per incompatibilità era durato meno di un mese (luglio), durante il quale pazienti e loro famigliari si erano mobilitati con decine di lettere inviate alla Gazzetta di Mantova e addirittura con un sit-in davanti al tribunale di via Poma nel giorno dell’udienza davanti al giudice del Lavoro.

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