Un polo per la ricerca e quattro piazze per una città nuova

Ecco il masterplan che concorre al bando da 18 milioni. Nuovo porto a Catena, il Mantegna nell’ex Ceramica

Mantova. Mantova hub: dalla vergogna all’orgoglio, dal degrado all’eccellenza. Il Comune ha lanciato il progetto che partecipa al bando del ministero per ridisegnare il profilo est della città. Un bando che metterebbe sul tavolo un finanziamento da 18 milioni. «Noi andremo avanti comunque, anche se non dovessimo vincere il bando», ha premesso il sindaco Mattia Palazzi di fronte ai cittadini che hanno affollato l’auditorium del Gradaro. Ma, di sicuro, l’arrivo dei soldi da Roma cambierebbe se non altro i tempi di attesa, anche se va detto che l’operazione sarà co-finanziata dai partner pubblici e privati che, ad oggi, garantirebbero altri 15,5 milioni di sostegno.

Una manovra articolata dal sapore epocale, se dovesse andare in porto. Perché Mantova riconquisterebbe una parte consistente della sua storia rilanciando al contempo sul fronte dell’ambiente, della formazione, dell’urbanistica, della mobilità, della proposta culturale, della ricerca scientifica. Non saremo una delle dieci “città-alfa” che indirizzeranno il futuro del pianeta ma, come ha ricordato Boeri, potremmo essere la Liverpool dei Beatles: eccellenza e unicità in grado di creae una dimensione unica. John, Paul, George e Ringo sono usciti da un ambiente ideale che ha esaltato la loro creatività, e non dalla Londra-città alfa. La griglia del masterplan di Boeri è costituita da quattro piazze: “Piazza d’acqua”, “Piazza della terra”, “Piazza del pensiero”, “Piazza del paesaggio”. Ciascuno di questi spazi godrà di massicci investimenti tesi a recuperare il passato guardando al futuro. E, soprattutto, a rinsaldare le fibre urbanistiche del centro con la sponda del lago. Ecco come sono state pensate le piazze.

PIAZZA D’ACQUA.«Riqualificazione di porto Catena, che sarà ingrandito. Gli attracchi turistici saranno più funzionali. Ci saranno un collegamento pedonale - si legge nel progetto - con il centro storico e una passeggiata su due livelli». Il piano prevede inoltre di dare continuità al giardino di piazza Anconetta con una terrazza verde, la riqualificazione dei bastioni portuali e la ridefinizione della mobilità con la chiusura parziale di via Argine. A sud del porto ci saranno un planetario e nuovi servizi di ristorazione.

PIAZZA DELLA TERRA. E’ l’area di san Nicolò, ex cimitero ebraico. «Nei cinque capannoni già esistenti - spiega il progetto - prevediamo funzioni legate alla sostenibilità, alla ricerca, all’agroalimentare, all’impresa, all’innovazione sociale. Realizzeremo una serra bioclimatica per il centro ricerca dell’università». «Il centro ricerche sulla biodiversità - ha annunciato Palazzi - avrà come direttore Stefano Mancuso, una delle massime autorità mondiali nel campo della neurobiologia vegetale. Prevengo le malignità: in campagna elettorale è venuto anche lui». La polveriera darà sede alla “Casa della memoria”.

PIAZZA DEL PENSIERO. È il comparto dell’ex ceramica. «Ad inizio del ’900 - si legge nel progetto - si producevano ceramiche. Abbandonato e degradato, occupato abusivamente e oggetto di incendi, sarà sede di una scuola tecnica pubblica per mille studenti. La scelta è caduta sul Mantegna, che forma gli studenti sui temi della chimica, delle biotecnologie ambientali e sanitarie, del tessile e della moda.

PIAZZA DEL PAESAGGIO.L’attenzione si sposta in Valletta Valsecchi. I campi sportivi saranno spostati, sempre nel quartiere, per realizzare un bosco didattico urbano «utile alla funzione - si legge nel testo - di vasca di laminazione del Mincio e di zona verde per la riduzione del biossido di carbonio. sarà collegato da una ciclabile nord-sud e si raccorderà al centro e ai laghi con le ciclabili già esistenti». Questo significa che anche palazzo Te sarà collegato.

Il masterplan di Boeri manifesta l’intento di rigenerare senza costruire.

Il pensiero che fa da base è quello di ricostruire i legami spezzati dall’incuria e da decenni di interventi-spot che hanno, di fatto, frazionato la città isolando la sponda del lago Inferiore. Ecco allora che il piano prevede una ricucitura ambientale, una ricucitura della mobilità, una ricucitura creativa e culturale. Sul fronte culturale, il liceo Belfiore gestirà un campus giovani per la co-progettazione della shariing economy e Pantacon coinvolgerà giovani professionisti per la co-progettazione di interventi di rigenerazione e impresa culturale.

Centrale anche una ricucitura del welfare (Boeri ha insistito sul tema dell’accessibilità) tramite la realizzazione di un centro disabili, di un hub delle imprese sociali e di una rete di servizi per l’infanzia e l’adolescenza. Territorio e comunità sono poi concetti-leva sia per gli eventi pubblici che per la valorizzazione della filiera alimentare tramite un mercato coperto fisso.

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