Belleli giovedì 15 a Roma ma Tosto non ci andrà

L’incontro al ministero con sindacati e istituzioni dopo la vendita di agosto. Il gruppo abruzzese punta ad un rapporto diretto con i lavoratori

MANTOVA. Non è che l’atmosfera intorno alla Belleli sia proprio idilliaca. Per ora, sull’onda del sollievo procurato dall’acquisto dell’azienda, lavoratori e sindacato mantengono un certo aplomb. Ma, a quanto si capisce, la pace sociale all’interno dello stabilimento di via Taliercio dovrebbe durare poco.

Sì, perché dopo aver apertamente evitato un incontro con il sindacato e dopo aver convocato direttamente l’assemblea dei lavoratori per spiegare programmi e intenzioni senza passare per la rsu, il gruppo Walter Tosto (la nuova proprietà dallo scorso agosto) sarebbe dell’idea di non partecipare all’incontro che il ministero per lo sviluppo economico ha convocato per giovedì 15 settembre a Roma.

«Vogliamo un rapporto diretto con i lavoratori», ha fatto sapere il gruppo abruzzese, ribadendo di fatto di non gradire i sindacati, sia quelli dei lavoratori, sia quelli degli imprenditori (il gruppo ha portato la Belleli fuori da Confindustria: una decisione clamorosa). Secondo quanto si apprende, nonostante il ministero abbia ribadito la convocazione per giovedì, Tosto avrebbe deciso di calare un bel due di picche.

Giusto? Sbagliato? Una cosa è certa: già ai tempi della crisi del 1996, crisi sfociata con il crollo del castello delle società del vecchio gruppo Belleli sotto il peso di mille miliardi di lire di buco, l’azienda è rimasta in piedi perché ciascuno ha fatto con diligenza e intelligenza la sua parte.

I lavoratori hanno accettato di fare grossi sacrifici rimanendo in fabbrica senza stipendio; la Fiom non ha mai rinunciato a lavorare per proporre soluzioni mantenendo al contempo stretti i legami con le istituzioni di ogni livello; il governo (i ministri coinvolti erano Pierluigi Bersani e, successivamente, Enrico Letta) ha sempre marcato stretto il sistema bancario per evitare che cedesse anche l’ultima diga. La storia, insomma, dovrebbe aver insegnato qualcosa.

Ora, invece, il gruppo Walter Tosto vorrebbe replicare a Mantova quello che gli è già riuscito in Abruzzo: una fabbrica senza sindacati, in cui la proprietà tiene le relazioni direttamente con i lavoratori. Vedremo quale destino avrà questa strategia e se Tosto resisterà alla chiamata del ministero (potrebbe ancora cambiare idea). Qualche segnale di nervosismo, comunque, è arrivato già nei scorsi, con il segretario della Fiom Mauro Mantovanelli che aveva parlato della fine del periodo di assestamento: «Ora vogliamo sapere quali strategie industriali e quali investimenti il gruppo Walter Tosto intende mettere in campo per lo stabilimento della Belleli Cpe».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Giordania, cede la fune e un serbatoio di cloro cade sulla nave: la nuvola tossica uccide 10 persone

La guida allo shopping del Gruppo Gedi