Gambizzato a Guidizzolo, i parenti: «Siamo stravolte, impossibile crederci»

Mamma e sorella dell’impiegato accorrono in ospedale mentre il giovane esce dalla sala operatoria

GUIDIZZOLO. Arrivano trafelate, incapaci di credere che sono entrate in ospedale per il figlio e fratello ancora sotto i ferri, perché gli hanno sparato.

Sono la sorella e la mamma di Simone, che da Desenzano, appena ricevuta la notizia dall’ospedale, sono corse al San Pellegrino di Castiglione.

Il 38enne - che vive nella stessa abitazione di mamma e sorella - è ancora in sala operatoria, per fortuna i medici sono più che ottimisti, nulla di veramente grave, forse il suo ex datore di lavoro non lo voleva uccidere davvero. Ha perso la testa e gli ha sparato puntando alle gambe. Sta di fatto che ha comunque rischiato grosso.

Non vogliono parlare, le due donne: «Viviamo in un piccolo paese, cose del genere non succedono. Siamo stravolte, non riusciamo a credere che possa essere accaduto proprio a noi, a Simone».

Sono nel corridoio di ingresso al reparto di prtopedia, quando i barellieri accompagnano Simone in stanza. Ha gli occhi aperti, dopo l’intervento chirurgico per la suturazione della ferita, ma è ancora sotto l’effetto dell’anestesia. «Dobbiamo ancora vederlo, corriamo da lui a sentire come sta».

Nessun altro commento, nessuna voglia di raccontare cosa è successo, come e dove. Del resto a loro non è ancora stato raccontato nulla con precisione.

I carabinieri stanno ancora formalizzando il fermo di Capelli, attendono che il magistrato convalidi l’arresto.

Su indicazione dello stesso ferito, che ha dato nome e cognome del suo aggressore, sono corsi a Sirmione e hanno trovato l’imprenditore a casa sua, in via Piemonte. Ancora la pistola in suo possesso.

Si è lasciato arrestare, ha consegnato la pistola e adesso si trova in carcere a Mantova con l’accusa di tentato omicidio.

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