Spesa per i farmaci oncologici Il Poma: «Il calo annuo fu del 5%»

Sullo sfondo il primario Maurizio Cantore durante una riunione in reparto

La difesa: «La frenata è più contenuta se si guarda all’intero 2014». Ma Cantore arrivò solo in aprile. Nel secondo semestre la riduzione fu di oltre 600mila euro. Confermata la ripresa del 2015: + 41% e più pazienti

MANTOVA. La direzione strategica della Asst di Mantova ammette il calo della spesa per i farmaci oncologici in ospedale tra il 2013 e il 2014 e presenta dati che fotografano la situazione su un periodo più ampio: dodici mesi anziché sei. I vertici del Poma in una nota sottolineano però che nel 2014 «una maggiore appropriatezza nell’uso dei farmaci ha portato ad una riduzione della spesa del 5%, nonostante l’incremento dei pazienti del 4%. Ciò è stato possibile grazie alla condivisione collegiale dell’attività terapeutica sia all’interno del reparto di oncologia che con l’équipe delle cure Palliative».

Nei giorni scorsi la Gazzetta aveva pubblicato un resoconto dettagliato delle spese dei farmaci in oncologia nei semestri luglio-dicembre dal 2013 al 2015 dal quale risultava un calo del 23% tra il 2013 e il 2014 e un incremento del 68% tra il 2014 e il 2015. Il perché dell’analisi compiuta dalla Gazzetta in questa fascia temporale - il secondo semestre 2014 - è spiegabile dal fatto che il primario Maurizio Cantore è arrivato al Poma nell’aprile del 2014 e che è questo l’anno preso in esame nelle varie indagini interne e della magistratura dopo l’esposto delle due dottoresse dissidenti che avevano segnalato il calo proprio in questo periodo.

Dal resoconto risulta chiaramente che la riduzione nel semestre luglio-dicembre 2014 è stata di 613mila euro, valore composto prevalentemente dai farmaci chemioterapici. Il Poma, però, nella sua nota di precisazione fornisce i valori della spesa “annuale complessiva” dei farmaci oncologici nel 2012 (3.450mila euro), nel 2013 (4.665mila euro, incremento del 35%), nel 2014 (4.415mila euro, decremento del 5,3%) e nel al 2015 (6.256mila euro, aumento del 41%). La direzione strategica sottolinea inoltre che la spesa è salita nel 2015 «in termini assoluti del 41% per due fattori di rilievo: l'entrata in commercio di 4 farmaci di nuova generazione e per l'aumento significativo dei pazienti in cura presso il reparto di oncologia di Mantova di circa il 25% in più». E ancora: «Si precisa che questo trend in crescita di pazienti e spesa si registra già a partire dal primo trimestre 2015, ossia prima della segnalazione che ha dato l'avvio a questa conflittualità». In realtà i primi dissidi tra le due oncologhe e il loro primario risalgono al 2014, tanto che è in quell’anno che le due dottoresse chiedono all’azienda una verifica sull’operato del dottor Cantore.

«L'appropriatezza clinica e terapeutica – continua la nota della Asst – non può avere come unico indicatore l'andamento della spesa farmaceutica, ma è un comportamento molto complesso e con interpretazioni diverse. L'azienda, fiduciosa del lavoro svolto dai suoi professionisti, chiede di non divulgare dati parziali poiché questi, se non interpretati e contestualizzati, possono solo condizionare ulteriormente una cittadinanza già profondamente segnata dalla vicenda».

Roberto Bo

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