Sodano ancora in tribunale e il pm deposita nuove prove

L’ex sindaco davanti all’ufficio del gup (foto d’archivio)

L'ex sindaco di Mantova è accusato di corruzione. Udienza aggiornata al primo dicembre

MANTOVA. Quasi certamente all’interno del plico depositato nell’ufficio del giudice per le udienze preliminari dal pubblico ministero Alberto Sergi ci sono pagine di tabulati telefonici. Per il resto nulla si sa riguardo alle nuove prove presentate il 22 settembre mattina dal rappresentante dell’accusa nel processo che vede l'ex sindaco Nicola Sodano imputato di corruzione con il commercialista Domenico Laratta. C’era da aspettarsi una contromossa da parte del pm Sergi dopo che il giudice per le udienze preliminari Antonella Toniolo aveva giudicato inammissibili le intercettazioni telefoniche, prova cardine dell’accusa secondo cui Sodano avrebbe fatto nominare il commercialista di Cappelletta nel collegio dei revisori dei conti della Fondazione università in cambio di prestazioni professionali gratuite.

Il pubblico ministero ha sfoderato le unghie chiedendo anche una revoca dell’ordinanza di inammissibilità delle intercettazioni sostenendo che si tratta non di una semplice prova ma di “corpo di reato”. Richiesta a cui i difensori dei due imputati, gli avvocati Sergio Genovesi e Andrea Rossato, si sono ovviamente opposti. Il giudice non ha cambiato opinione e ha confermato la validità dell’ordinanza che rende le intercettazioni non utilizzabili nel procedimento.

Come se non esistesse, dunque, il dialogo tra Laratta e Luigi Andreani, geometra e collaboratore dello studio di architettura dell’ex sindaco, in cui il commercialista si esprimeva così: «Io glielo avevo detto a Sodano che se mi dava... degli incarichi poi lo studio non pagava, no?... ». Escluse come prove le intercettazioni – in quanto autorizzate per reati diversi e in un procedimento differente, quello dell'inchiesta sulle infiltrazioni della cosca 'ndranghetista Grande Aracri nel Mantovano – il pm intenderebbe, con i tabulati telefonici, tracciare i contatti nel periodo che aveva preceduto le nomine alla Fondazione università.

L’udienza è stata aggiornata al primo dicembre. Non più nell’ufficio del giudice Toniolo, che dal 5 ottobre prenderà servizio a Vicenza, ma davanti a un altro giudice, Gilberto Casari.

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