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Poma e Regione in silenzio, la rabbia dei familiari

Oncologia, no comment di ospedale e Pirellone sulla notizia dei dati sui farmaci. Nel mirino il presidente dei primari Pacchioni: «Stucchi prenda provvedimenti»

2 minuti di lettura

MANTOVA. Nel silenzio dei vertici della sanità mantovana e nel silenzio dell’assessore regionale Giulio Gallera (tutti hanno gentilmente opposto un “no comment” alle richieste di una replica), dopo la pubblicazione sulla Gazzetta delle carte e dei numeri dell’esposto che prende di mira il primario di Oncologia Maurizio Cantore, ieri è stata la giornata dell’indignazione dei familiari dei pazienti.

Senza schierarsi da una parte o dall’altra, visto che di mezzo ci sono un’inchiesta e soprattutto i pazienti, i familiari non hanno mandato giù i toni utilizzati dal presidente dei primari, Roberto Pacchioni, che in un’email aveva scritto che sarebbe stato meglio «segare subito» le due dottoresse e mettere tutto a tacere.

Ma non solo. Un gruppo di familiari ringrazia la Gazzetta per aver portato alla luce i tagli applicati da Cantore sui farmaci ad alto costo nei primi otto mesi dal suo arrivo al Poma (aprile 2014).

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Caso oncologia, ecco le terapie nel mirino dell’esposto]]

«Per strada mi fermano in tanti - a parlare è Doriano Piva, a nome di un gruppo di familiari di persone in cura - e tanti altri mi telefonano. Le persone con cui sono in contatto sono molto arrabbiate e cercano rassicurazioni. La prima cosa che noi chiediamo è che Stucchi prenda provvedimenti immediati nei confronti di Pacchioni. Dire che le due dottoresse Beatrice Pisanelli e Francesca Adami avrebbero dovuto essere “segate subito” è offensivo e inaccettabile sotto ogni punto di vista. Per fortuna che la Gazzetta sta esercitando il suo ruolo fino in fondo: è una cosa che ci dà la forza per andare avanti».

Mercoledì scorso l’assessore regionale Gallera aveva presentato i risultati dell’audit affidato al professor Filippo de Braud spiegando che tutto era in ordine e che i tagli ai farmaci erano stati minimi, comunque nell’ordine del 5% annuo (nel 2014 rispetto al 2013), e motivati. «Non esiste un caso Oncologia», ha detto Gallera. Sulla stessa lunghezza d’onda tutti i vertici della sanità mantovana.

Ma i dati messi a disposizione di de Braud erano stati selezionati dall’Ats, così come le sedici cartelle cliniche. La sanità mantovana ha esaminato se stessa, quindi. Da notare, tra l’altro, che i singoli casi analizzati da de Braud non sono stati quelli oggetto della segnalazione delle dottoresse Adami e Pisanelli. E, in fin dei conti, è stata la Regione a pagare il conto dello studio.

Ma come la Gazzetta ha pubblicato sull’edizione di ieri, il taglio ai farmaci ad alto costo nei primi otto mesi di Cantore è stato di oltre un milione di euro. E allora riproponiamo le domande rimaste senza finora risposta.

Quanti pazienti candidabili a terapie ad alto costo sono transitati nell’Oncologia tra aprile e dicembre 2014? Quanti e quale trattamento hanno ricevuto? (e.c.)

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