La coop delle pere volta pagina

Una veduta dall'alto della cooperativa Corma di San Giacomo delle Segnate

Sabato la Corma di San Giovanni del Dosso festeggia la chiusura del capitolo-terremoto

SAN GIOVANNI DEL DOSSO. A volte la normalità fa notizia, ma solo se a quella normalità si arriva lavorando come sono abituati a fare nell’Oltre Po mantovano: con fatica e stringendo i denti. Sabato la Cooperativa ortofrutticola mantovana (Corma) di San Giovanni del Dosso fa festa per celebrare il ritorno alla normalità, voltando pagina dopo aver archiviato l’ultima pratica legata alla ricostruzione post terremoto.

Il sisma del 2012 aveva messo in ginocchio l’unica cooperativa rimasta nel mantovano che si occupa di pere. Una compagine sociale composta da 120 agricoltori, nata nel 1963 e poco alla volta cresciuta fino al traguardo (che si festeggerà sabato) dei 100.000 quintali di pere trattate. Abate fetel, Conference, Decana sono le principali qualità che vengono conferite alla Corma, dove vengono lavorate e commercializzate: «Abbiamo 8 dipendenti, a cui si aggiungono 15 stagionali - spiega il presidente Renzo Accorsi – i soci ci portano il prodotto coltivato su 460 ettari di terreno, per la maggior parte nell’Oltre Po mantovano, ma anche nel modenese e ferrarese. Lo conserviamo in celle frigorifere o in atmosfera controllata, una parte, circa il 20% viene lavorato e trasformato in confetture, sciroppati e succhi. Il resto viene venduto sul mercato».

Casse da 10 kg che raggiungono i principali mercati italiani, soprattutto quelli del sud e, per una percentuale cospicua, anche l’Est Europa. Anche per questo da queste parti le sanzioni russe hanno dato fastidio: «Il mercato russo per noi rappresentava uno sbocco per 6/7.000 quintali, ed è la terza annata che perdiamo». Un danno che si aggiunge a quelli del terremoto, che qui ha colpito duro: «Pilastri, travature, pavimenti interni, in tutto danni per 1 milione. Abbiamo anticipato noi le somme, perché dovevamo ripartire velocemente, era maggio e non potevamo permetterci di perdere la stagione. Così ci siamo tirati su le maniche e abbiamo lavorato per ricostruire. L’ultimo rimborso dalla Regione è arrivato questa estate. Ci hanno ridato tutto, eccetto 43.000 euro di lavori».

Una voglia di fare ed un atteggiamento positivo che si era visto anche nel 2009, quando il 26 agosto una grandinata infernale aveva distrutto il tetto e danneggiato le apparecchiature. «Sabato ci faremo i complimenti. Oggi il trend di crescita è costante, in 10 anni abbiamo raddoppiato i quintali, l’immagine del settore è positiva e dal prodotto Igp di qualità è riconosciuto dai consumatori». A festeggiare, insieme ai soci, al collegio sindacale presieduto da Gianni Allegretti ed ai dipendenti diretti da Gabriele Marchini, anche le imprese di muratori Saic di Carbonara Po e la ditta Bombarda che si sono occupate della ricostruzione.

Davide Dalai

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