Stazione Apam di viale Risorgimento nel mirino. L’assessore: «Va rivista»

Gli abitanti tornano a chiedere la chiusura della passante: «Troppi bus sotto casa». Il consigliere d'opposizione de Marchi consegna la petizione a Rebecchi che ammette: «Nodo da risolvere»

MANTOVA. «Fermate passanti dei bus da rivedere. È un dato oggettivo che da quando è stata eliminata l’autostazione di piazzale Mondadori e sono state istituite le tre passanti, il traffico dei pullman è peggiorato complicando la vita a utenti e azienda».

A parlare è l’assessore alla polizia locale, Iacopo Rebecchi, che proprio ieri, venerdì 7 ottobre,  ha ricevuto una petizione, firmata da una trentina di persone, per ottenere lo spostamento della stazione di viale Risorgimento. Il documento, fatto pervenire dal consigliere di opposizione Luca de Marchi (che ne farà un’interrogazione), riprende una protesta nata tra i residenti del viale fin dalla nascita della passante.

«Chiediamo per quale motivo non si possa spostare la passante per autobus sita in viale Risorgimento – attaccano gli abitanti che hanno firmato il documento – Sono dieci anni che lo vogliamo sapere. Gli autobus (una dozzina di linee) cominciano al mattino alle sei e sono sotto le finestre delle nostre abitazioni».

Aggiungono i firmatari: «Tutte le amministrazioni in fase di elezioni (riferimento alla campagna elettorale, ndr) ci avevano fatto la promessa di spostare la passante maledetta, autobus annessi».

In effetti una delle prime proteste dei residenti risale addirittura al 2005, quando l’intera operazione di smantellamento dell’autostazione Mondadori (sappiamo bene, purtroppo, come è andata a finire) e la realizzazione delle passanti (viale Risorgimento, via Pitentino e circonvallazione sud, vicino alle scuole Fermi e Vinci) stava muovendo i primi passi. «Vivremo peggio», vaticinarono gli abitanti dei condomini del viale undici anni fa.

L’assessore Rebecchi non nasconde le critiche a quelle passanti.

«Effettivamente hanno creato parecchi problemi, dobbiamo ammetterlo – spiega l’assessore che all’epoca della realizzazione del piano non era impegnato in alcun ruolo politico amministrativo - ma in questo momento ancora non possiamo spendere un impegno su cosa faremo di preciso. Tutto dipenderà dal piano urbano sulla mobilità sostenibile. Di fatto abbiamo inserito anche la questione delle passanti tra i tanti nodi che il piano dovrà affrontare dopo uno studio dei flussi del traffico urbano. Ovviamente non so ora quali saranno le conclusioni e le soluzioni che verranno inserite nel piano, ma di certo l’amministrazione aveva e ha ben presente la questione».

Se le premesse verranno mantenute, l’amministrazione Palazzi (sostenuta da una maggioranza di centrosinistra, come lo erano le amministrazioni comunale e provinciale all’epoca del varo dell’operazione) sarebbe di fatto la prima a metter mano in modo sistematico e scientifico alle autostazioni passanti .

L’argomento, in ogni caso, sarà discusso in aula con l’interpellanza di de Marchi.

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