In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Attira le prede con il richiamo proibito: nei guai un cacciatore

Nascosto dietro un cespuglio, con la doppietta, aveva un apparecchio elettronico. Sorpreso dagli agenti venatori, l'uomo, 64 anni, è stato denunciato. Sequestrato il fucile

1 minuto di lettura

MONZAMBANO. Lo hanno sorpreso a caccia nella campagna di Castellaro Lagusello. Nascosto dietro un cespuglio, con la doppietta, in attesa dell’arrivo di prede a cui sparare. C’era una cosa che non andava però, un richiamo acustico elettromagnetico in grado di riprodurre il verso di varie specie di uccelli.

Uno strumento vietato dalle normative venatorie perché rende troppo facile attirare gli esemplari migratori di passaggio e quindi aumenta a sproposito la possibilità di cattura facendo diventare l’attività venatoria un attentato faunistico. Così giovedì mattina due agenti che facevano servizio di vigilanza antibracconaggio hanno identificato un cacciatore della zona.

L’uomo, che ha 64 anni, è stato denunciato alla Procura e rischia ora un’ammenda fino a 1.500 euro. Non è tutto. Gli agenti della Provincia gli hanno sequestrato il fucile e il richiamo vietato.

Dal 18 settembre, giorno di apertura della stagione venatoria, gli agenti del servizio di vigilanza della Provincia, con la collaborazione di alcuni agenti venatori volontari, hanno denunciato alla Procura altri quattro cacciatori: due, come nel caso di Castellaro Lagusello, per l'utilizzo di richiami vietati e altri due per l'abbattimento di uccelli appartenenti a specie non cacciabili.

Gli agenti venatori avrebbero inoltre elevato trentuno contravvenzioni amministrative, in buona parte per mancato rispetto delle distanze di sicurezza da abitazioni e strade, o per omessa annotazione dei capi abbattuti sul tesserino venatorio regionale.

Infine hanno eseguito controlli documentali a quasi mille cacciatori.

I commenti dei lettori