C’è amianto nelle vecchie caldaie della cartiera: aziende verso la sanzione

Positivi gli esiti delle analisi: cantiere fermo nella parte interessata. Multe in arrivo ma non per Pro-Gest: nel mirino dell’Ats le imprese appaltatrici

MANTOVA. C’era amianto nei campioni che l’Ats Val Padana aveva prelevato tra i detriti delle due vecchie caldaie all’interno dell’ex stabilimento Burgo, durante i lavori di demolizione poi bloccati. Ciò significa che il cantiere relativo alle due caldaie dovrà rimanere fermo fino a quando l’azienda che si è aggiudicata l’appalto dalla Pro-Gest, proprietaria dell’immobile, non presenterà all’Ats un progetto e un piano di lavoro per la bonifica della zona. In particolare, si dovrà realizzare all’interno una cosiddetta «area confinata» che delimiti le due caldaie, in modo che possano essere «ripulite» senza pericoli per le altre lavorazioni in corso. Le quali, dunque, potranno continuare regolarmente. Solo quando ci sarà il via libera da parte degli organi di controllo il cantiere potrà essere esteso anche alle caldaie.

Guai in vista, dunque, per l’impresa che aveva avuto in subappalto i lavori di demolizione delle due caldaie e anche per la capofila che, a sua volta, aveva ricevuto l’appalto dalla Pro-Gest. L’accertamento della presenza di amianto tra i detriti comporterà, infatti, una sanzione dato che la bonifica delle fibre di amianto è avvenuta in maniera scorretta. Al vaglio dell’Ats vi è anche la posizione della Pro-Gest, proprietaria della ex Burgo. Si dovrà, infatti, valutare se sapesse o meno della presenza di sostanze tossiche nelle caldaie.

È dal 12 marzo che sono in corso, nella ex cartiera, i lavori di smantellamento dei vecchi impianti per posto ai nuovi di Pro-Gest. A fine settembre, durante un sopralluogo mirato al cantiere, i tecnici dell’Ats (l’Agenzia per la tutela della salute, l’ex Asl), avrebbero rintracciato fibre di amianto tra i primi residui delle demolizioni. In attesa di analizzare altri campioni prelevati all’interno delle due caldaie, l’Ats aveva sospeso i lavori relativi ai due impianti. Lavori che procedono nel resto dello stabilimento ma rimangono bloccati nelle parti interessate dal ritrovamento di amianto.

In un comunicato emesso quando è trapelata la notizia del blocco di una parte del cantiere, Pro-Gest aveva sostenuto che «l'amianto non lo abbiamo portato noi, è lì dalla costruzione originaria» e che «è solo grazie ai cantieri di Pro-Gest che questo materiale verrà totalmente eliminato e regolarmente smaltito», bonificando così un impianto destinato, al contrario, a rimanere così chissà per quanti anni ancora.

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