Legno, venerdì 28 c’è lo sciopero per il contratto

Cgil, Cisl e Uil: «Dopo 12 mesi di trattative è chiaro che gli industriali non vogliono il rinnovo»

MANTOVA. Le lavoratrici e i lavoratori del comparto legno scioperano venerdì 28 in tutta Italia per respingere le condizioni che Federlegno ha posto per rinnovare il contratto nazionale di lavoro. Dopo 12 mesi dall'invio della piattaforma, 9 mesi di trattativa, 9 incontri e dopo 7 mesi dalla scadenza del precedente Ccnl, spiegano Cgil, Ciisl e Uil,non è stato possibile rinnovare il contratto.

«La richiesta di Federlegno di attivare 140 annue ore di flessibilità lavorando il sabato e la domenica (oltre alle 250 ore di straordinario a disposizione), la richiesta di poter far funzionare le fabbriche con il 65% di lavoratori precari, lo svuotamento della contrattazione aziendale, la richiesta di non definire alcuna cifra di aumento salariale ma solo di definire il principio delle verifiche annuali di eventuali futuri aumenti, narrano - si legge in una nota di Feneal, Filca e Fillea - la non volontà di sottoscrivere il contratto nazionale di lavoro. Bisogna aver rispetto dei propri dipendenti. Il coniugare le ragioni del lavoro con quelle del mercato è possibile partendo dal presupposto che le parti si confrontano in modo paritario, non dal presupposto che un soggetto decide e l'altro esegue».

La gestione dei picchi e dei flessi di produzione, sottolineano ancora i sindacati, vanno definiti a livello di fabbrica, il consolidamento occupazionale lo si discute in azienda: «Il rinnovo del contratto nazionale deve prevedere gli aumenti salariali, altrimenti costituisce una contraddizione sindacale che non saremmo mai in grado di condividere».

Per queste ragioni i lavoratori suoi dipendenti saranno in presidio e in sciopero, «per fare conoscere le assurde condizioni che Federlegno ha posto al tavolo e per invitarla a riflettere sul come ricondurre la vertenza nell'alveo delle corrette relazioni sindacali».

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