Accoglienza profughi. La rete si allarga a Mantova e Asola

I due Comuni si aggiungono al progetto Sprar 2017-2019. «Ma non sono migranti in più». Porto Mantovano si sfila

MANTOVA. Si allarga la rete Sprar per l’accoglienza dei profughi con i requisiti per ottenere asilo politico. Ai Comuni già impegnati nel progetto triennale si aggiungeranno, dal 1° gennaio, quelli di Asola e di Mantova, mentre Porto Mantovano si è sfilato. Dal prossimo anno, poi, cambierà anche il gestore: la Provincia, che per la legge Delrio non ha più competenze in materia di servizi sociali, cederà il passo al Consorzio progetto solidarietà (raggruppa i 16 Comuni del distretto di Mantova) che ne diventerà il nuovo coordinatore.

Il tutto, però, è subordinato alla conferma, da parte del ministero dell’Interno, del finanziamento che consente a quelle persone di intraprendere un vero e proprio percorso di integrazione che va oltre la semplice accoglienza e punta a dare loro protezione con una casa e un lavoro. A questo scopo entro oggi la Provincia dovrà presentare la relativa domanda con cui si impegna alla prosecuzione del progetto Sprar adulti, chiedendo l’accesso al relativo finanziamento. Entro l’anno, quando terminerà ufficialmente il progetto triennale in corso, si saprà se anche a Mantova potrà proseguire l’accoglienza di chi è stato dichiarato rifugiato politico.

Attualmente gli assistiti in quetso circuito di accoglienza parallelo a quello della prefettura con i suoi Cas (i centri di accoglienza straordinari) sono 39 adulti e dieci minori. Per tre anni il ministero ha erogato 1.271.709,37 euro per gli adulti e altri 832.338,09 euro per i minorenni. I Comuni interessati sono San Giorgio, Curtatone, Medole, Castiglione delle Stiviere, Castel Goffredo, Porto mantovano e Guidizzolo; poi c’è il Piano di zona di Guidizzolo. Con loro collaborano Arci e altre coop sociali. Per il prossimo triennio si sono aggiunti i Comuni di Asola e di Mantova che metteranno a disposizione rispettivamente 6 e 20 posti per adulti, mentre si è sfilato Porto: «Non è un no al progetto - precisa il sindaco Massimo Salvarani - , ma solo la mancanza di spazi in cui accogliere quelle persone. Attualmente gli appartamenti sono messi a disposizione da privati che, però, a fine anno non li concederanno più. E noi, come Comune, non ne abbiamo per sostituirli».

I rifugiati assistiti dal Comune sono sette. «Va chiarito un punto - dice l’assessore al welfare di Mantova, nonchè presidente del Consorzio progetto solidarietà, Andrea Caprini - i rifugiati che fanno capo allo Sprar non sono immigrati in più che arrivano qui. I posti messi a disposizione dallo Sprar sostituiscono quelli nei centri della prefettura. Se Mantova concede 20 posti, non significa che arrivano 20 profughi in più degli attuali 148 ospitati; significa, invece, che 20 posti del centro di accoglienza vengono commutati in posti Sprar. A conti fatti, se verrà confermato il finanziamento, gli adulti saranno 32, visto che 7 gestiti da Porto usciranno dal progetto, mentre se ne aggiungeranno 26, per un totale di 58».

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