A Mantova sono arrivate le rondini delle montagne

Una rondine montana in volo

Otto esemplari al Castello di San Giorgio, dove c’è anche il picchio torraiolo

MANTOVA. Arrivano le rondini a Mantova. Non è primavera e non sono le solite con il dorso nero e la pancia bianca che ogni anno attendiamo con piacere come segnale di speranza per la bella stagione che ritorna. Si tratta di “parenti strette”, le rondini montane.

Ben otto esemplari dal piumaggio color marrone uniforme sul dorso e chiaro sul ventre sono stati notati dal Gruppo ricerche avifauna mantovano vicino al portico della cavallerizza e intorno al castello di San Giorgio. Un evento raro per la città, come conferma Davide Aldi del Gram: «Non lo è, invece, per il resto del territorio mantovano - dice - e soprattutto per l’alto mantovano dato che sono già alcuni anni che là si vedono le rondini montane. A Mantova, invece, due esemplari sono stati avvistati l’anno scorso per la prima volta e riteniamo che abbiano trascorso in città i mesi più freddi dell’anno. Quest’anno ne abbiano avvistati otto che, però, potrebbero già essere partiti per luoghi più tiepidi. Ma siamo convinti che altri ne arriveranno».

Un esemplare di rondine montana

La rondine montana, scientificamente Ptyonoprogne rupestris da non confondere con la rondine comune (Hirundo rustica), è una specie che vive in montagna e, contrariamente alle cugine che emigrano in Africa ai primi freddi, è adatta a trascorrere l’inverno in Italia, che supera nutrendosi dei pochi insetti che ancora trova. Solo che si sposta più in basso e a volte arriva sino in pianura. «Sono dinamiche naturali quelle che portano questi uccelli nella nostra città, non un segnale che qualcosa sta cambiando in meglio o in peggio nell’ambiente circostante - tiene a sottolineare Aldi -. Forse è che noi appassionati e osservatori stiamo più attenti e ne scorgiamo di più rispetto a prima».

Un altro uccello che sembra diventato un habitué di Mantova è il picchio torraiolo, anche lui “montanaro” per buona parte dell’anno, salvo scendere in pianura quando la temperatura alle alte quote si abbassa troppo. «Dal 2011 - dice Aldi - ne avvistiamo uno sulle mura del castello, dalle cui fessure estrae gli insetti di cui si nutre. Si sposta, poi, dietro la basilica di Sant’Andrea. È una vera e propria attrazione tanto che molti ornitologi vengono da fuori per ammirarlo».

Intanto, sotto i portici di Mantova, con i lavori di pulizia voluti dal Comune, sono stati approntati alcuni accorgimenti per accogliere, nella prossima primavera, le rondini ed evitare i soliti disagi alla gente. Su suggerimento del Gram, sotto i nidi dei portici sono state collocate delle tavolette per raccogliere le deiezioni dei pulcini e impedire che cadano sulle persone che passeggiano o sono ferme davanti ad una vetrina. «Ricordiamo - dice Aldi - che la distruzione di un qualsiasi nido, in base alla normativa regionale e nazionale, è reato penale». (Sa.Mor.)

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