I signori delle slot machine fanno la guerra al Comune

Dopo la sala Bingo di via Acerbi anche il marchio Admiral presenta il ricorso. La multinazionale Novamatic vuole i danni per lo stop imposto alle macchinette

MANTOVA. E due: un altro gigante delle macchinette si mette contro il Comune. Il sospetto è che i signori dell’azzardo legalizzato vogliano far rientrare dalla finestra ciò che il Consiglio di Stato ha buttato fuori dalla porta.

Fallito il tentativo di smontare l’ordinanza del Comune che zittisce le slot machine nelle ore centrali della giornata – consentendo il gioco dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 – la mossa successiva è disinnescarne le sanzioni in caso d’infrazione. Non quelle pecuniarie (dai 25 a 500) – evidentemente la prospettiva dei guadagni compensa il rischio di essere beccati con l’interruttore accesso – ma la sospensione dell’attività da 1 a 5 giorni in caso di recidiva. È notizia dei giorni scorsi che il Tar ha accolto il ricorso urgente della società Invest Gaming, proprietaria del Bingo di via Acerbi, la stessa che aveva portato l’ordinanza davanti al Consiglio di Stato. D’accordo, il sindaco è legittimato a imporre degli orari – riconosce il legale della società, Ciro Benelli – ma attribuirgli il potere di sospendere l’attività va oltre: «Le sale vengono aperte con l’autorizzazione del questore e non del sindaco».

E fin qui è storia nota, in attesa che il giudice amministrativo si pronunci sul merito della questione (l’udienza è in agenda per il 22 novembre). La novità è che sulla stessa linea offensiva si colloca la società Allstar di Bolzano, del robustissimo gruppo Novomatic, che a Mantova possiede le sale a marchio Admiral.

I due ricorsi – uno per la sala di via Grazioli, l’altro per quella di viale Amendola – sono stati presentati al Tribunale di Mantova lo scorso 28 settembre, seguendo il procedimento previsto contro le pretese sanzionatorie della pubblica amministrazione. Caduti i termini per la sospensione delle due ordinanze con le quali il dirigente della Direzione commercio attività produttive del Comune aveva spento le slot Admiral dal 29 settembre all’1 ottobre (le cause sono state assegnate il 5 ottobre), il giudice ha fissato le udienze di discussione e comparizione delle parti per il 6 dicembre.

La società pretende infatti il risarcimento dei danni. Strada altra rispetto a quella battuta da Invest Gaming, ma stessa meta: se la richiesta di Allstar venisse accolta, creerebbe un precedente replicabile.

Intanto a Milano è stato presentato il Rapporto sullo stato di attuazione della legge regionale 8/2013 per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico. Dati alla mano, le persone prese in carico dalle Asst sono 2.177, e 47.600 le prestazioni fornite nel 2015.

In totale, si sono spesi più di 1,3 milioni di euro per la sola assistenza sanitaria. Secco il commento rilasciato ad Agipronews da Massimiliano Pucci, presidente dell’associazione di gestori slot As.Tro (Confindustria): «L’incremento del numero di “malati” non mi sorprende, da tre anni denunciamo il ruolo di “moltiplicatore” delle misure restrittive che sono state varate dalla regione Lombardia». Possibile? Sì, perché se si riduce la rete legale «i cittadini si rivolgono altrove per giocare, andando incontro ad esperienze fuori dalle procedure di controllo e protezione che caratterizzano il gioco controllato e lecito».

 

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