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La Camusso agli studenti: i voucher? Sono sfruttamento

La leader della Cgil incontra i ragazzi all'inaugurazione della mostra sul lavoro delle donne. Il ricordo di Pasolini: "Non siamo ancora riusciti a fare una legge contro l'omofobia"

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MANTOVA. Un incontro a tutto campo quello di ieri mattina degli studenti con Susanna Camusso nell'aula magna del liceo Isabella d'Este, preludio all'apertura della mostra a Palazzo della Ragione. Studenti di diverse scuole insieme ad alcuni docenti - Bonomi-Mazzolari, liceo classico Virgilio, liceo scienze umane che ha ospitato l'evento - per un progetto didattico con tema l'evoluzione del lavoro e naturalmente, nelle risposte della segretaria Cgil, le contingenze della politica nazionale in tempo di crisi economica e di disoccupazione giovanile ormai stabile intorno al 37%, più al sud che al nord, cui si aggiunge la fuga di giovani italiani all'estero in cerca di opportunità negate in patria.

La Camusso inaugura la mostra sulle donne e il lavoro

Le domande rivolte dagli studenti a Camusso sono state sui diritti dei lavoratori che rischiano di essere sgretolati, sulle dimissioni in bianco, sul difficile rapporto tra maternità e lavoro, sull'attualità dell'opera di Pier Paolo Pasolini. Il quadro complessivo non è stato confortante a cominciare dal fatto che negli ultimi anni, in un contesto già strutturalmente debole, «il sistema produttivo italiano ha perso un quarto della sua capacità», ha detto Camusso indicando una parte di responsabilità in «una politica basata al risparmio» e in generale a una serie di sottrazioni: minor costo del lavoro, meno diritti per i lavoratori, minori retribuzioni, meno contratti stabili, cui fa riscontro una maggiore libertà di impresa.

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«Una ricetta che non funziona. Sono spariti i contratti stagionali e sono esplosi i voucher, 10 euro lordi a ora di lavoro comprensivi di contributi e tutela contro gli infortuni», ha ribadito. Una guerra tra poveri dove «si utilizza il bisogno per togliere ciò che sarebbe un diritto»: senza giri di parole «il voucher è un modo per sfruttarvi di più, stiamo raccogliendo le firme per un referendum abrogativo dei voucher». Un sistema che frammenta e disperde il lavoro e certo non favorisce l'unità dei lavoratori. Più l'ambiente di lavoro è ristretto, più i diritti vengono violati. La strategia è di trovare il colpevole tra gli altri lavoratori simili a te e nelle stesse difficoltà: «trova il colpevole vicino a te, litigate tra voi, e quando si è divisi vince il padrone», ha detto Camusso riprendendo un lessico ormai poco usato.

Le dimissioni in bianco sono formalmente vietate, ma il fatto è che un terzo delle lavoratrici lascia il lavoro in conseguenza della maternità o altri problemi famigliari. Camusso ha anche parlato della inarrestabile violenza contro le donne nella società italiana. Dalla morte di Pasolini sono trascorsi oltre 40 anni e oggi la situazione è cambiata. Ma secondo Camusso ci sono "rigurgiti": non si riesce a fare una legge contro l'omofobia. Dovendo scegliere tra gli studenti figli di papà e i poliziotti, Pasolini - mai acquiescente e quindi attuale - si schierò con i poliziotti: da lì è nata l'idea della "non militarizzazione e del sindacato di polizia", ha detto ancora Camusso.

Gilberto Scuderi

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