Esclusi alla visita di Mattarella. Fava: "Lascio il mio posto"

Il presidente Mattarella

L'assessore regionale leghista: "Io non sono interessato a prender parte ad una celebrazione del garante dell'unità nazionale di uno stato che non apprezzo e che continua a creare discriminazioni fra cittadini, soprattutto del Nord"

MANTOVA. Continua a far discutere il caso dei consiglieri comunali esclusi poi riammessi all'incontro con il presidente Mattarella di venerdì. A intervenire ora è l'assessore regionale e consigliere comunale a Viadana della Lega Nord, Gianni Fava, il quale commenta: "Non so se ridere o piangere di fronte alle rimostranze dei consiglieri comunali di Mantova che si sono sentiti esclusi dall'incontro col Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella nella sua prossima visita in città. Non so chi lo voglia ma metto a disposizione il mio posto. Io non sono personalmente interessato a prender parte ad una celebrazione del garante dell'unità nazionale di uno stato che non apprezzo e che continua a creare discriminazioni fra cittadini, condannando il Nord ad un lento ed inesorabile declino favorito da politiche centraliste contrarie alle autonomie".

"Non riesco ad apprezzare l'azione politica di chi costringe quotidianamente a subire un'invasione e priva i nostri amministratori di strumenti di tutela dei propri cittadini. Non riesco più a sopportare la retorica nazionalista di uno stato che non c'è e che probabilmente non è mai esistito. Vada chi vuole al posto mio a spellarsi le mani e a sgomitare per infilarsi in una foto. Io non andrò. E credo abbia fatto molto bene la segreteria politica della Lega Nord mantovana a dare indicazione ai propri rappresentanti istituzionali (sindaci, assessori e consiglieri) di non andare. Con me non c'era bisogno nemmeno di farmi recapitare un sms in tal senso. La decisione l'ho presa da tempo. Non me ne vogliano i benpensanti locali, ma credo che il dissenso vada manifestato in modo civile e non contraddittorio. Rispetto chi fa scelte diverse, ma ritengo che fino a quando prevarrà nella classe dirigente locale la rincorsa al rinfresco e alla tartina a sbafo in questo sgangherato paese nulla potrà cambiare. Se non in peggio".

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