Software mantovano per la fabbrica digitale

A convegno in Confindustria i dirigenti della società Horizon: «Ecco la nostra rivoluzione anti crisi»

MANTOVA. Digitalizzare le fabbriche. Per farlo arriva Beatreex, un sistema che si occupa di elaborare i software per la quarta rivoluzione industriale. A idearlo è stato la Horizon, società di trentasette dipendenti e due sedi: Mantova, con dodici operatori e Bolzano. Nata nel 1995, ha aperto a Mantova, nell’area commerciale del Gombetto, due anni fa.

Il suo progetto è stato presentato oggi 10 novembre durante un convegno in Confindustria sulla trasformazione digitale dei processi industriali, la cosiddetta Industry 4.0. «Abbiamo dato vita all’iniziativa due anni fa – spiega Alessandro Gattini, direttore commerciale Horizon Mantova – siamo i primi nel territorio a offrire un prodotto simile». Cos’è Beatreex? È un’applicazione che abbraccia la tecnologia 4.0 e collega al web tutti gli attori di un’azienda, cioè macchine, persone, magazzini, stampanti e rilevatori ma anche clienti e fornitori. Tutti i protagonisti della filiera produttiva portano informazioni che confluiscono in un unico contenitore (big data).

«Passare dalla vecchia tecnologia alla nuova, porta molti benefici – osserva Gattini – la delocalizzazione (ognuno può eseguire accertamenti anche a distanza), una maggiore velocità di esecuzione e controllo, un resa più efficiente dei processi produttivi, la possibilità di intervenire in caso di anomalie senza perdere tempo. Ma anche la possibilità di ridurre gli errori, godere di più flessibilità per accontentare i clienti anche senza fare magazzino ed elaborare velocemente prototipi con le stampanti 3D. La rivoluzione digitale può essere paragonata a quella che ha visto il passaggio dal vapore all’energia elettrica. Il nostro sistema digitale è già stato installato in due aziende: la Sferc di Lumezzane (Brescia), che realizza circa 250mila sfere ogni giorno e la milanese Officine D’Andrea che produce accessori di alta precisione con macchine utensili. Innovarsi con la tecnologia digitale è necessario per reagire alla crisi, pena la chiusura. Una fabbrica che lavora con sistemi computerizzati guadagna il 30-35% in più rispetto alle tradizionali».

«Procediamo verso la fabbrica intelligente – interviene Gianni Potti, presidente Cnct Confindustria servizi innovativi e tecnologici – la trasformazione digitale ci accompagnerà fino al 2030. Cambia il paradigma: se prima l’industria realizzava prodotti che attraverso campagne mirate diventavano merce di consumo, ora deve ascoltare le esigenze del mercato e realizzare i prodotti che il consumatore desidera. I big data analytics e i social serviranno anche per intercettare i bisogni».

La guida allo shopping del Gruppo Gedi