Incubo multe con il velox: la rabbia dei mantovani

Class action contro il rilevatore di Montichiari: decine di automobilisti in campo. La protesta parte da Volta: «Stiamo verificando la regolarità di tutti i segnali»

MONTICHIARI (Brescia). Un’ecatombe di sanzioni, che ha colpito residenti, lavoratori e pendolari dell’Alto Mantovano e della Bassa Bresciana sulla Sp BS236 (ex Goitese). Così la serata di martedì 15 novembre, al Centro fiera di Montichiari (Bs), ha visto la nascita di un vero e proprio comitato spontaneo, supportato dall’avvocato Nicola Mazzocca e dal praticante Rocco Greco.

Inizialmente l’incontro si doveva tenere nella sala della Limo Serice, sempre a Montichiari, ma il numero di adesioni è stato tale che è stato necessario spostarsi al Centro fiera. Un altro dato che può aiutare a spiegare l’ampiezza di questo fenomeno è il fatto che la pagina Facebook “Quelli della multa Sp 236 Goitese”, nel giro di pochi giorni, ha già superato quota 1.300 membri. L’obiettivo è puntato (ma sarebbe meglio dire il contrario visto il numero di sanzioni elevate) sugli autovelox installati lungo l’ex Goitese in entrambi i sensi di marcia, appunto nel territorio di Montichiari.

Tra i portavoce della protesta anche una cittadina originaria di Volta Mantovana, colpita da ben 18 sanzioni per un totale di 2.600 euro, mentre complessivamente sono state emesse migliaia e migliaia di contravvenzioni: insomma, una class action contro numeri da brivido. Una lista lunghissima che appunto si sta organizzando in un primo momento attraverso il gruppo Facebook. Un gruppo nato dalle prime 3-4 persone multate, ma che poi via via ha preso piede attraverso il passaparola, alla rete e ai giornali.

«L’idea non è quella di dichiarare guerra - spiega la portavoce Lia Gandini, orginaria di Volta - bensì è quella di capire se la cartellonistica così com’è è regolare».

Ad inizio settembre il limite dei 90 chilometri all'ora è stato abbassato ai 70 chilometri orari senza - secondo gli automobilisti tartassati - nessun tipo di preavviso. Ad oggi, il quadro non è ancora effettivamente chiaro ed è per questo che i legali stanno cercando di risolvere la situazione. In altre parole, capire se esiste lo spazio di un ricorso collettivo, oppure, nella peggiore delle ipotesi, se i cittadini multati debbano pagare le contravvenzioni ricevute.

Secondo alcune fonti, invece, pare che solo il 5% degli automobilisti sia stato coinvolto, ma come spiega la Gandini, il velox funzionerebbe in maniera casuale solo quattro ore al giorno e ad orari prestabiliti.

«Probabilmente - aggiunge ancora la portavoce - noi automobilisti abbiamo sbagliato nel leggere il limite, tuttavia ciò non toglie che la cosa sia stata palesemente ingannevole».

Questo perché la maggior parte dei conducenti ha rispettato il limite dei 90 e non quello tarato al ribasso. Dunque, si andranno a verificare le distanze, la presenza delle insegne luminose e tutti quei dettagli, affinché venga accertata la veridicità delle migliaia di contravvenzioni arrivate a tanti cittadini delle province di Mantova e Brescia. Infine, altra nota dolente che preoccupa il neonato comitato è che nella notte tra lunedì 14 e martedì 15 novembre l’impianto di controllo è poi stato danneggiato, forse per un impeto di rabbia.

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