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Sei opere artistiche nella nuova sala civica

La ristrutturata sala civica di Pegognaga intitolata a Giuseppe Bombetti ha un nuovo look che la rende più luminosa ed accogliente

Vittorio Negrelli
1 minuto di lettura

PEGOGNAGA. La ristrutturata sala civica di Pegognaga intitolata a Giuseppe Bombetti storico presidente della Pro Loco, ha un nuovo look che la rende più luminosa ed accogliente come contenitore degli eventi comunitari. Infatti nei giorni scorsi alle pareti della sala sono state collocate 6 opere artistiche ispirate al tema della Resistenza, realizzate da alcuni maestri madonnari in occasione della Festa del 25 aprile 2016.

Il nuovo allestimento è stato presentato dall’assessore alla cultura Francesca Tellini, dal presidente dell’Anpi locale Elia Scanavini, da Valentina Sforzini e Selica Trippini del Centro culturale Artisti madonnari di Curtatone. "Questo allestimento nasce dal particolare evento ‘Notte bianca della Liberazione’ - ha detto Tellini - promosso da Comune, Anpi e Istituto Cervi al fine di produrre opere pittoriche che avessero una valenza artistica e un messaggio immediatamente fruibile dai cittadini".

Nei 6 grandi quadri esposti in sala civica e negli altri due collocati nel municipio, emerge il ricordo storico e la rivisitazione dell’ambiente urbano del paese. Valentina Sforzini ha affermato che l’arte espressa nelle opere è in linea con la condivisione pubblica in quanto l’artista madonnaro si mette a disposizione della gente che assiste alla creazione dell’opera, che in questo caso non è effimera ma conserva il ricordo del lavoro svolto. Le opere esposte sono state eseguite con i gessetti su supporto di legno e poi stabilizzate con un prodotto fissante. Elia Scanavini si è soffermato sul ricordo di Giuseppe Bombetti, che tra le numerose sfaccettature di uomo al servizio del paese era anche un iscritto all’Anpi. «Con questo allestimento la comunità pegognaghese - ha ribadito Scanavini - cerca di coniugare innovazione tecnologica e sviluppo di nuovi stimoli affinché la nostra storia trovi continuamente nuove forme per trasformarsi in un patrimonio sempre più vicino ai cittadini sebbene lontano nel tempo. Crediamo che la lotta di liberazione sia anche questa ed ogni luogo che si erige alla sua memoria deve essere di richiamo per la collettività».

 

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