Mantova, sala giochi: il Tar dà ragione alla società

Slot machine fuori orario, sospesa l’ordinanza con cui il Comune di Mantova aveva chiuso per 5 giorni l’attività della Invest Gaming

MANTOVA. Secondo round alla Invest Coming, la società che gestisce la sala Bingo di via Acerbi, nella querelle con il Comune circa il rispetto degli orari di funzionamento delle slot machine. Il Tar di Brescia ha deciso di accogliere la richiesta di sospendere l’ordinanza del 6 ottobre scorso con cui lo Sportello unico aveva imposto la chiusura della sala giochi per cinque giorni a causa di ripetute violazioni degli orari di funzionamento delle macchinette. Il provvedimento arriva dopo che qualche settimana fa il giudice aveva emesso una prima sospensiva con decreto d’urgenza.

Adesso vi è stata la decisione collegiale che, compensando le spese processuali, rimanda al prossimo 9 febbraio l’udienza in cui si entrerà nel merito della vicenda.

Esulta il legale della Invest Gaming, Cino Benelli: «Il Tribunale amministrativo ha riconosciuto che manca una legge che consenta al sindaco non di limitare il funzionamento degli apparecchi, ma che lo autorizzi a intervenire con sanzioni che non siano le multe pecuniarie. Quello, in pratica, che abbiamo sostenuto noi nel nostro ricorso».

La vicenda risale al 6 ottobre scorso quando il Comune ha emesso un’ordinanza di chiusura della sala giochi di via Acerbi per cinque giorni dall’11 al 15 ottobre (poi differita dal 25 al 29 ottobre) dopo che la Polizia locale aveva rilevato che per tre volte le slot avevano funzionato oltre l’orario 9-12 e 18-23. Con la multa la società, perché recidiva, si era vista applicare anche la misura della chiusura della sala.

Invest Gaming ha ricorso al Tar sostenendo che il Comune non ha tra le sue competenze quella di irrogare la sanzione della sospensione dell’attività; inoltre, la società faceva presente che le multe ricevute per la violazione degli orari erano state annullate dal giudice di pace. Il Comune, a sua volta, ha puntato sull’ordinanza, datata 10 marzo 2015, con cui il sindaco disciplina gli orari delle sale giochi autorizzate, e che semmai andava impugnata quella davanti al Tar, ma ormai si è fuori tempo massimo.

Nel concedere la sospensiva, i giudici hanno rilevato che le questioni prospettate nel ricorso (in particolare quella correlata al rispetto del principio di legalità, e cioè che ogni organo dello Stato deve agire secondo la legge) necessitano di un approfondimento in sede di merito. E che l’esecuzione dell’ordinanza comunale potrebbe procurare un «danno non riparabile al privato» laddove «l’interesse pubblico a far eseguire la sanzione può essere soddisfatto anche da un’esecuzione differita».

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