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Invia i sexy-video, operaio stangato: un anno e sei mesi

Pesante pena all’operaio Iveco che ha violato la privacy. Aveva spedito ai colleghi le immagini degli incontri con una donna sposata

1 minuto di lettura

SUZZARA. Aveva inviato i video sexy agli altri operai della fabbrica per farla pagare alla donna che lo aveva lasciato: immagini esplicite che raccontavano gli incontri sessuali con la collega.

Almeno tre, consumati nella campagna poco distante dal luogo di lavoro. Ma ad un certo punto quei filmati sono stati mostrati anche al marito della donna, che lavora nella stessa azienda. Era il maggio 2011 quando all’Iveco di Suzzara scoppiò il caso della moglie infedele che aveva una tresca con il giovane indiano, anche lui dipendente della stessa fabbrica. Per la divulgazione di quei filmati, ovviamente senza il consenso della donna, venerdì mattina è comparso in tribunale un 30enne di origini indiane accusato di trattamento illecito di dati personali in base al codice di tutela della privacy. Per lui condanna pesante emessa dal giudice Giuditta Silvestrini: un anno e 6 mesi di reclusione e un risarcimento provvisorio di 5mila euro alla parte offesa.

Il pubblico ministero Anna Tarantino aveva chiesto la stessa pena: «Una sentenza dura che arriva nel giorno in cui si celebra la giornata mondiale della violenza contro le donne. Credo sia stato lanciato il giusto segnale nella giusta direzione». L’operaio condannato, residente a Luzzara (nessun nome a tutela della parte offesa, ndr), per un certo periodo aveva avuto una relazione con la collega sposata. Ad un tratto, però, lei aveva detto basta. L’amante non l’aveva presa bene e in segno di vendetta aveva iniziato a trasmettere, prima via bluetooth e poi pubblicandoli su un sito, almeno tre filmati sexy dei suoi incontri amorosi. Riprese fatte con il telefonino all’insaputa della donna. Nelle precedenti udienze erano stati sentiti anche alcuni testimoni: «Ho visto almeno tre rapporti sessuali, erano video che giravano tra i colleghi – aveva raccontato uno di loro, anche lui operaio all’Iveco – ho chiesto al mio collega perché l'avesse fatto. Mi ha risposto che non gliene fregava niente e, anzi, gli faceva piacere che tutti sapessero». Sul banco dei testimoni era comparso anche il marito della donna. «Ho saputo da un collega... mi ha mostrato il video mentre altri colleghi osservavano le mie reazioni». Dopo la scappatella della moglie i due coniugi si sono riappacificati o oggi vivono ancora insieme.

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