Segnalati in questura per abusi alle donne: raddoppiano i casi

In un anno da sette a 15 i provvedimenti di ammonimento. Il poliziotto: «Boom delle violenze anche online e sui social»

MANTOVA. Quindici ammonimenti del questore emessi tra Mantova e provincia nei confronti di autori di violenze fisiche o psicologiche nei confronti di donne. Erano sette nell'anno precedente, meno della metà. Il dato è stato annunciato dal segretario provinciale Silp CgilLuca Zardi al convegno organizzato a Palazzo della Ragione da Cgil e Coordinamento donne Spi-Cgil. «Molto spesso le donne hanno difficoltà a sporgere denuncia – ha spiegato Zardi, che è poliziotto alla Polposta – per questo una legge del 2009 ha introdotto l'istituto dell'ammonimento del questore». Un provvedimento amministrativo con cui il questore invita il molestatore ad assumere un comportamento conforme alla legge. E se non lo fa, scatta l'arresto, come già accaduto quest'anno nel Mantovano almeno una volta.

L'identikit della vittima di violenza è stato tracciato dalla sociologa Elisa Corbari, che ha diffuso i dati del Centro di supporto alle vittime di reato per la provincia di Mantova, ente gestito dal Libra onlus. Dal 2012 al 2016 il Centro ha seguito 106 persone. Per il 70% donne, in prevalenza italiane di età compresa tra i 25 e i 40 anni. Motivo principale delle richieste d'aiuto è la violenza domestica, quasi sempre l'autore è il partner, più il coniuge che il compagno.

Tra i fenomeni in rapida ascesa spiccano le molestie online. Il numero di persone coinvolte, vista la diffusione di internet e smartphone, è in continuo aumento. Si calcola che ne siano vittime nove milioni di donne in Europa. Un fenomeno che colpisce in particolare gli adolescenti. Il cyberbullismo, l'esposizione a materiali inappropriati e lo sfruttamento o le molestie sessuali sono i rischi più gravi. Anche in questo caso, le più esposte sono le donne. «Sul web alle ragazze viene chiesto più che ai maschi di compiere atti sessuali nella realtà o online, e di postare informazioni di carattere sessuale – ha spiegato la Corbari – i rischi vanno dalla vittimizzazione allo stupro offline. Per non parlare delle possibili diffusioni di video, con commenti di ogni genere sui social e gli effetti sulla vittima che possono essere devastanti».

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