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Il denaro dei clienti per il gioco online: in aula chiesti 2 anni

La consulente fece sparire mezzo milione. Accordo sul patteggiamento, ma dovrà cambiare il giudice

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SAN GIORGIO. C’è l’accordo per il patteggiamento a due anni di reclusione, con sospensione della pena, per Barbara Zovi, la consulente del lavoro finita nei guai per aver intascato i soldi dei propri clienti, 500mila euro, che dovevano servire per pagare le imposte. Invece lei li usava per giocare al casinò online. La fase dibattimentale del processo per truffa, falso ed evasione fiscale (di oltre un milione di euro) a carico della professionista, si è di fatto concluso ieri, con la richiesta del patteggiamento. Non si è potuta emettere la sentenza, perché il giudice presente in aula penale, cioè Giuditta Silvestrini, si è astenuto, essendo già a conoscenza dei fatti sul versante civile della questione, che aveva portato ad un sequestro di beni.

Quindi, come avviene di prassi, dichiarata l’incompatibilità del giudice, gli atti vengono ora rimandati al presidente del Tribunale che nominerà un nuovo giudice. La richiesta di patteggiamento avanzata dal legale della donna, l’avvocato Giampiero Gola, e il consenso del pm Elena Betteghella non dovrebbero cambiare, in teoria resteranno due anni. Però tutto verrà rimandato alla prossima primavera quando sarà nominato il nuovo giudice.

Almeno sei comunque le vittime accertate della truffa: artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, un ottico e un tabaccaio che avevano perso decine di migliaia di euro, versati alla consulente la quale a sua volta doveva utilizzarli per il pagamento delle imposte. Ieri mattina in aula due vittime si sono costituite parte civile. Alcuni degli altri imprenditori o commercianti, da quanto si è appreso, sono falliti o hanno chiuso, anche perché messi in ginocchio dalla perdita subita.

Nella prossima udienza, quindi, verrà avanzata anche la richiesta di risarcimento danni da parte dei truffati.

Nel frattempo l’imputata - come ribadito più volte dal suo legale - essendo una donna malata, con una dipendenza accertata alla ludopatia, è stata in cura e adesso non esercita più la professione di consulente. (dm)

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