Ecco i bambini che crescono senza famiglia

All’Oberdan la proiezione di “La mia vita da zucchina” apre il confronto sui 17mila minori in struttura

MANTOVA. C’è qualcosa che non funziona se in Italia ci sono 17mila minori ospiti di strutture, di cui 7mila stranieri e 1894 per procedimenti penali. Solo 779 sono adottabili. Non starebbero meglio affidati a una famiglia? Come vivono nelle comunità? Certo non sono tutte uguali. Sono problemi su cui riflettere e lo si è fatto qualche sera fa al cinema Oberdan, dove il circolo del Carbone ha proposto (si potrà vederlo anche oggi, tel. 0376-369860) “La mia vita da zucchina”, film francese di animazione che ha avuto molto successo a Cannes.

Racconta la storia del bambino Icaro, che vuole essere chiamato Courgette (zucchina) come faceva la sua mamma. Finisce in una casa protetta, dove trova altri bambini locali e figli di migranti, ciascuno con una storia terribile alle spalle. Direttrice severa, ma capace di essere tollerante, animatori simpatici. Un film dolcissimo, bello da vedere e che lascia tanti stimoli di riflessione, adatto a ogni età. E’ tratto dal libro omonimo ed è stato girato facendo prima recitare dei bambini, per avere le voci, e poi creandoli di plastilina. Il risultato è aver mantenuto leggerezza e anche un poco di ironia pur su temi tanto delicati.

Si assiste all’adozione da parte di un single, forse vedovo. Impossibile in Italia. E allora pensando ai 17mila minori in istituto, viene da chiedersi se non siamo troppo rigidi e disattenti.

Prima del film, con la sala piena anche di giovani, Fabio Bozzoli del Circolo del Carbone ha dialogato con Patrizia Aldrovandi, presidente del Telefono Rosa, Edda Caramaschi Gandolfi, presidente provinciale dell’Unicef e Adelelmo Lodi Rizzini degli Amici Casa San Simone. Esponenti di tre realtà che si occupano di persone in stato di disagio. L’Unicef più direttamente si preoccupa dei bambini e che sia rispettata la Carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma alle violenze domestiche, spesso assistono anche i figli piccoli, magari da un’altra stanza. Oppure la povertà estrema può renderli deprivati. Anche se non succede sempre, perché ci sono famiglie che reagiscono e investono sui figli.

Durante la serata sono anche stati forniti i dati pur parziali sui minori nelle comunità socio-assistenziali, 3.192 in Italia. Servirebbe un impegno per garantire standard minimi uguali in tutta Italia, e rispettare il principio di non discriminazione verso i minori stranieri. Di recente è stata istituita l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, però senza molte possibilità operative.

In Lombardia i minori in comunità residenziali risultava 1.931 nel 2013 e 2.070 nel 2014.

 

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